Arriva un importante via libera regolamentare alla scalata di Intesa Sanpaolo su Mps. Ieri sera la Banca centrale europea ha autorizzato il gruppo guidato da Carlo Messina ad acquisire la partecipazione di controllo in Rocca Salimbeni e nelle società a lei direttamente o indirettamente collegate: Wise Dialog Bank, Mediobanca e l’omonima Premier della gestione patrimoniale, Compass, nonché della partecipazione qualificata in Banca Progetto. Arrivato anche l’ok di Bankitalia alle partecipazioni indirette di controllo di altre società del gruppo Mps, tra le quali anche quelle di gestione del risparmio di Generali.
La vigilanza europea ha fatto però una specifica richiesta a Intesa, che dovrà fornire «rendicontazioni da inviare alla Banca Centrale Europea in conseguenza dell’acquisizione, ad esito dell’Offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas), del controllo di Mps e del relativo gruppo, che - si precisa - non costituiscono condizioni di efficacia dell’Opas». La luce verde di Francoforte spalanca la strada verso l’apertura del periodo di adesione dell’offerta, che a questo punto è atteso nel corso di novembre dopo il pronunciamento della Consob. Manca ancora il verdetto dell’antitrust, ma quest’ultimo non è ostativo all’avvio dell’offerta.
Intanto, domani andrà in scena l’assemblea degli azionisti di Mps, ma stavolta non c’è aria di miracoli per l’amministratore delegato senese Luigi Lovaglio. Il blocco di azionisti più rilavanti - composto da Delfin, Caltagirone, Benetton oltre ai proxy advisor e a fondi di rilievo come Norges - bocceranno la doppia offerta su Intesa Sanpaolo e Banca Generali. Molto probabile anche il diniego dell’assemblea dei soci alla fusione tra Mps e Mediobanca, punto dell’assemblea non gradito a Ca’ de Sass che preferirebbe integrare i due gruppi dopo avere concluso con successo la sua offerta.
Intanto dopo il Tesoro anche Banco Bpm non parteciperà all’assise di Siena. Diverse le ragioni della scelta: se il Mef, titolare del 4,9% di Mps, ha motivato la sua assenza con la volontà di non interferire nelle dinamiche di mercato, l’istituto di Piazza Meda, socio con il 3,7%, ha fatto riferimento al conflitto di interesse in cui si trova, essendo sia azionista che destinatario di una delle offerte del Monte. «Il consiglio di amministrazione della banca ha preso atto dei vincoli legali connessi alla posizione di socio di Mps e al relativo conflitto di interesse ritenendo quindi opportuno non partecipare all’assemblea», ha fatto trapelare un portavoce in merito alla delibera presa all’unanimità dal cda di ieri.
