Lo Ior corre ai ripari e prepara il ricorso, da presentare entro 15 giorni, dopo la decisione del tribunale di Budapest che mercoledì ha condannato la banca del Vaticano a risarcire 21 milioni di euro di danni a una società del fondo lussemburghese Optimum in cui aveva investito nel 2012-2013, fra le altre cose per rilevare lo storico palazzo dell’ex Borsa della capitale ungherese.
Lo scopo dell’investimento era di trasformare l’edificio in uffici, negozi e residenze di lusso. Ma, dopo i primi 17 milioni, l’istituto vaticano si era rifiutato di versare al fondo ulteriori quote, sospettando operazioni illecite; da questo è scaturito un complesso contenzioso che si trascina da anni presso varie corti d’Europa. E un’altra importante decisione è attesa per inizio novembre a Malta. L’istituto presieduto da François Pauly e guidato dal direttore generale Giovanni Boscia ieri ha fatto sapere che «presenterà opposizione nei termini e secondo le forme previste
dalla legge ungherese, affinché il procedimento prosegua secondo il suo ordinario svolgimento e la controversia possa essere esaminata nel merito».
La precisazione dello Ior conferma quanto scritto da il Giornale: la corte ha emesso l’ordine esecutivo accogliendo la richiesta del fondo (che chiedeva i danni per aver dovuto vendere a un prezzo asseritamente più basso il palazzo a causa della lite con il Vaticano) in quanto lo Ior non si era costituito in tempo in giudizio a causa di disguido sulla notifica dell’atto Oltretevere.
«Non si tratta di una sentenza, ma di un provvedimento emesso di default dal tribunale ungherese sulla base di una disposizione processuale interna» , afferma lo Ior in un comunicato in cui attacca la controparte che avrebbe diffuso la notizia con «gravi imprecisioni» e informazioni «fuorvianti». «Il Tribunale non ha esaminato il merito della controversia, né valutato la fondatezza delle pretese avversarie o accertato alcuna responsabilità
dello Ior». Ma a sua volta l’avvocato Andrea Suriano, del fondo Futura, ha controreplicato in serata che la decisione «è il risultato di un procedimento nel quale lo Ior ha fatto ricorso a una serie di iniziative processuali contraddittorie e dilatorie».
Lo scontro anche mediatico tra lo Ior e il fondo Kappa-Futura della società di gestione Optimum del finanziere Alberto Matta è anche legato al fatto che dopo anni di schermaglie legali solo in questi giorni stanno arrivando volte decisive. Non c’è solo il fronte caldo ungherese: venerdì 6 novembre è attesa a Malta la decisione di merito sulla causa iniziale della lite, quella promossa dallo Ior per la restituzione dei 17 milioni versati all’inizio più danni per altre decine di milioni. Ma a sua volta il fondo ha lamentato danni per oltre 76 milioni.
