Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 05:28
Banche

Messina: “Sbagliato tassare solo le banche”

L’ad Intesa: “Guardare alle imprese con utili sopra i 500 milioni”. Descalzi: “Più raffinerie”

Il Ceo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina durante la conferenza stampa presentazione di "Scelte Future", un nuovo programma che unisce risparmio, educazione finanziaria e orientamento educativo per sostenere l'alta formazione dei giovani. Presso Collegio Carlo Albert. Torino 09 luglio 2026. ANSA/TINO ROMANO

«Quando la ricchezza ha una concentrazione troppo elevata si generano fratture sociali che se non gestite con grande attenzione possono portare a situazioni di pericolo». Dal Forum internazionale di Coldiretti a Roma, il Ceo e consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, parte dalle diseguaglianze per arrivare alla manovra, che «è complessa, il momento del Paese è complicato». La linea del Tesoro, però, convince: «Ritengo che l’approccio di Giorgetti nel tenere il bilancio in sicurezza sia vincente», perché con le tensioni sul debito di Stati Uniti e Francia «non si possono escludere effetti contagio da altri paesi». E ancora: «Il governo ha fatto un ottimo lavoro con Giorgetti e Meloni».

Il nodo sono le risorse. Per Messina non è equo tassare solo le banche, con cui l’anno scorso era stato raggiunto un accordo triennale su base volontaria. «Certo, ci ho creduto, ho parlato con Giorgia Meloni», ricorda citando la disponibilità a un patto annuale. Gli istituti pagano 25 miliardi di imposte su 50 di utili e sono, con le assicurazioni, i principali sostenitori del debito pubblico: 400 miliardi di titoli di Stato in portafoglio, più i 200 delle compagnie. La proposta è «valutare tutte le aziende con utili superiori ai 500 milioni, con un dibattito trasparente», perché «ci sono altre imprese che non vengono mai citate con tassi di crescita del 70% e fino al 200% mentre con le banche quest’anno siamo al 5-10%». In un anno preelettorale l’invito è a «non fare interventi a pioggia» e a concentrarsi «su investimenti e riduzione della povertà». Più severo il giudizio sull’Europa, «un’incompiuta, con una governance barocca», dove «non è possibile che un presidente del Consiglio debba fare avanti e indietro da Bruxelles per pietire 10 miliardi per l’energia».

Proprio l’energia è al centro del videomessaggio dell’ad di Eni, Claudio Descalzi, che parla di un’emergenza, «una delle più profonde che abbiamo vissuto negli ultimi quarant’anni». «La nostra Tachipirina sono i price cap, la riduzione delle accise, i sussidi. Sono misure necessarie per curare gli effetti della malattia, ma non ne curano le cause». In Europa sono state chiuse oltre trenta raffinerie, sei in Italia. Bruxelles chiede di rafforzare la raffinazione, ma nega la revisione degli Ets e non riconosce i biocarburanti nella tassonomia: «Allora perché si dovrebbe investire?».

Sui costi insiste il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo: «La guerra è già entrata nelle case e nelle imprese degli italiani». E rivendica: «Abbiamo riportato sotto l’euro il costo del gasolio agricolo in quasi tutta Italia». Il presidente Ettore Prandini annuncia un emendamento alla legge di Bilancio sulle mense scolastiche. Avverte anche che con il blocco dell’autotrasporto «rischiano proprio di essere gli agricoltori, oltre che i cittadini, a pagarne le conseguenze».

Commenti