Per Luigi Lovaglio l’assemblea del 29 ottobre si annuncia come una «sconfitta quasi certa, e forse persino schiacciante», scrive Bloomberg. Calstrs, Calpers e lo State Board of Administration della Florida hanno annunciato che voteranno contro le offerte dell’ad di Mps su Banco Bpm e Banca Generali, per le quali servono i due terzi dei voti espressi. Il Tesoro (4,8%) non parteciperà al voto. Il fronte del no, che già contava Delfin, Caltagirone e i Benetton, si allarga così ai fondi pensione americani. Con Lovaglio si schiera invece, all’unanimità, la Fondazione Mps (0,2%): il piano assicurerebbe alla banca «la conservazione della sua indipendenza strategica, della sua integrità e della sua identità». In caso di bocciatura, però, «nulla osta» a valutare «operazioni straordinarie proposte da soggetti esterni», cioè Intesa Sanpaolo e Unipol. Sul fronte regolamentare, il presidente dell’Antitrust Saverio Valentino, riporta Mlex, ha spiegato che Intesa potrebbe dover adottare misure comportamentali perché la quota indiretta in Generali resti un «mero investimento finanziario».
È «essenziale» evitare che la nuova entità acquisisca «qualsiasi potere di influenzare il comportamento» del Leone. Carlo Messina ha già assicurato indipendenza «assoluta per Generali» e «piena fiducia» nell’Autorità.
