Bonanini (scaricato dal Pd) ora rischia tutto

Bonanini (scaricato dal Pd) ora rischia tutto

Cresce ancora la tensione al Lagaccio a proposito del progetto della moschea. Gianni Plinio e Matteo Rosso, consiglieri regionali Pdl fondatori con Rosario Monteleone (Udc) del comitato referendario, frenano il Comune ricordando la necessità di modificare il piano urbano comunale per poter realizzare il luogo di culto islamico. Ma anche i residenti del Lagaccio che si oppongono al progetto si sentono nel mirino e quasi «ricattati» dopo alcuni episodi.
«Qualcosa in più di una spiacevole sensazione», fanno presente i cittadini. Nei giorni scorsi infatti sarebbe stati condotti accertamenti sulla «legittimità» di un incontro tra alcuni esponenti del comitato anti moschea al circolo degli «Amici di via Napoli». Un semplice ritrovo avvenuto peraltro tra appartenenti al circolo stesso in qualità di soci. Un fatto cioè assolutamente normale, che però ha attirato l’attenzione di chi potrebbe cercare ogni appiglio per ostacolare l’attività del comitato. Questa almeno l’interpretazione dei residenti. Che nei giorni scorsi hanno avuto un’altra spiacevole sorpresa. Nei giardini all’inizio di via Vesuvio erano stati installati due ombrelloni per proteggere dal sole mamme, bambini e in genere i frequentatori dell’area verde. Gli ombrelloni sono però stati fatti rimuovere in quanto «occupanti suolo pubblico». Una decisione probabilmente ineccepibile dal punto di vista formale, che però ha sorpreso chi si è sempre arrangiato come poteva in assenza di adeguate strutture messe a disposizione dal Comune.
Dalla politica intanto, come detto, arriva una nuova bordata ai progetti del Comune di realizzare la moschea al Lagaccio. Plinio e Rosso hanno scritto alla sindaco Marta Vincenzi, ricordando che l’area interessata dalla costruzione sia attualmente destinata dal Puc a interventi di pubblico servizio. «Occorrerebbe cioè prima modificare il Puc- sottolineano i due consiglieri - Soprattutto in assenza di garanzie in tema di pubblica sicurezza rilasciate dal ministero dell’Interno. In ogni caso ribadiamo la nostra ferma volontà a sottoporre la realizzazione della moschea a un referendum consultivo».

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