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Borsa e mercati

Anthropic si quota al Nasdaq verso un'offerta da 100 miliardi

Il gruppo di Amodei si prepara al debutto a novembre, la valutazione attesa è fino a 2mila miliardi. E Meta studia di vendere azioni per 95 miliardi così da finanziare la crescita

The Anthropic logo is displayed on a mobile phone in Liverpool, Britain, 09 June 2026. ANSA/ADAM VAUGHAN

La corsa ai capitali porta anche Anthropic verso Wall Street. La società che sviluppa Claude ha depositato alla Sec la documentazione per quotarsi al Nasdaq a novembre. Secondo il Wall Street Journal, l’Ipo potrebbe raccogliere fino a 100 miliardi di dollari, con una valutazione complessiva di Anthropic compresa tra 1.500 e 2.000 miliardi. Il prospetto S-1 prevede cinque classi di azioni ordinarie, con differenti diritti economici e di voto. A fare la differenza saranno quelle ordinarie speciali di classe F, destinate ai sette cofondatori, tra cui Dario e Daniela Amodei. Si tratta di un’unica azione speciale, priva di diritti economici e quindi senza diritto a dividendi o a una quota degli utili, che garantirà però il 50,1% dei voti nelle assemblee degli azionisti. I fondatori potranno così mantenere il controllo sulle principali decisioni societarie anche dopo la quotazione. La maggioranza del consiglio di amministrazione sarà invece nominata da un organismo indipendente, il Long-Term Benefit Trust, incaricato di vigilare sul rispetto degli obiettivi di sicurezza dell’AI. Nel primo semestre 2026 Anthropic ha visto i ricavi balzare da 1,2 a 16,3 miliardi di dollari, ma ha registrato perdite per 80,7 miliardi, dovute soprattutto all’aumento del valore delle obbligazioni convertibili in azioni.

Anche Meta punta a raccogliere fino a 95 miliardi di dollari in borsa per finanziare la corsa all’AI. Il colosso guidato da Mark Zuckerberg ha avviato offerte azionarie per 35 miliardi e prepara un programma potenziale da altri 60 entro il 2027. Dopo aver raccolto quasi 25 miliardi di dollari netti con un’emissione obbligazionaria a maggio, il colosso punta anche sul capitale azionario per finanziare gli investimenti nell’AI, dallo sviluppo dei modelli alla costruzione di data center. Nel solo 2026 prevede un ammontare di investimenti fra 135 e 145 miliardi. Ma a destare qualche perplessità è soprattutto l’identità dei finanziatori potenziali. Nvidia, Amd e Broadcom, tra i maggiori produttori di semiconduttori al mondo, hanno manifestato interesse ad acquistare fino a 5 miliardi di dollari complessivi di azioni Meta.

«Se i ritorni economici dell’intelligenza artificiale dovessero deludere, Nvidia, Amd e Broadcom subirebbero un doppio colpo: perderebbero ricavi dagli ordini e dai propri investimenti finanziari», spiega Alessio Garzone, portfolio manager di Gamma Capital Markets. Il pericolo è che gli stessi produttori di chip siano esposti due volte a un eventuale rallentamento degli investimenti.

Meta nei primi nove mesi dell’anno ha generato quasi 97 miliardi di cassa operativa, ma nel terzo trimestre il flusso di cassa libero - che misura quanta liquidità rimane all’azienda dopo gli investimenti - è sceso a -2,12 miliardi.