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Calcio

Cisse, tre squilli per il Milan e Mancini

Il rossonero risponde a Tresoldi corteggiato dal ct: compirà 20 anni il 22 ottobre e da ieri è il più giovane italiano a segnare una tripletta nelle coppe europee

epa13307177 Alphadjo Cisse (C) of AC Milan reacts after the UEFA Europa League match-day 2 between FC Salzburg and AC Milan, Austria, 15 October 2026. EPA/MARTIN DIVISEK

Non c’è solo Nicolò Tresoldi, italo-tedesco di 22 anni indeciso sulla nazionale da scegliere per il suo futuro, salito alla ribalta dopo la tripletta di San Siro al cospetto dell’Inter in Champions. Sulla prima pagina delle coppe europee c’è anche un ragazzo, nato in Italia, a Treviso, 20 anni tra qualche giorno, all’anagrafe è Alphadjo Cisse, gioca attaccante nel Milan e ieri sera in quel di Salisburgo è stato capace - anche per via della ridotta resistenza del rivale austriaco - di firmare tre sigilli, uno dopo l’altro e di ritagliare ai suoi una serata finalmente promettente. Fa specie un altro dettaglio da non trascurare: i suoi tre squilli gli consentono di diventare, al momento, il goleador di Milanello (quota 5) e di realizzarli in una posizione da centravanti puro, a dimostrazione del fatto che ha il fiuto indispensabile per giocare in quella zolla. Il secondo passaggio in Europa league dei rossoneri coincide con una prova collettiva, non solo da parte del giovanotto che porta a casa un record (è il primo italiano alla sua età a fissare questa impresa balistica, nella storia rossonera solo Pippo Inzaghi riuscì a fare una tripletta in Champions) e il pallone della sfida e consente ai suoi di compiere i loro primi tre passi in classifica dopo la batosta iniziale. È un passaggio molto utile per ricucire qualche sbrego denunciato dopo l’1 a 1 di Reggio Emilia. Diventa addirittura oziosa la discussione sul sistema di gioco perché al di là dei numeri bisogna segnalare un paio di variazioni sul tema degne di nota che raccontano delle piccole modifiche indispensabili per migliorare il rendimento senza stravolgere il dettato tattico. Il primo è il seguente: Loftus-Cheek invece di giocare dietro la punta Camarda (ancora acerbo) è tornato all’antico, e cioè a fare il centrocampista al fianco di Jashari (sembrava di rivedere il giovane Modric nella prima mezz’ora) e Rabiot migliorando la presenza in quella zona di campo senza dimenticare qualche assalto. Il secondo ci riporta sulla pista di sinistra dove Bartesaghi è diventato il trampolino di lancio per esaltare il giovane bomber Cisse. Che gli venisse preferito Estupinian in qualche precedente è un piccolo mistero che si può spiegare così: Amorim è partito con un’idea e strada facendo ha cambiato giudizio come accaduto puntualmente anche con Tomori. Ultima nota: occasione persa da Terracciano per dimostrare d’essere degno della compagnia. Quel cartellino rosso, meritato, gli valga da lezione.

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