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Calcio

Como contro l’ultimo tabù. Ma senza cambiare pelle

I gol di Liberali e, soprattutto, Papaccioli in Francia, dimostrano che il lavoro di scouting e sulle giovanili comincia a dare frutti.

Pepita Paz,  il genio  che fa bene alla povera A

I 5 minuti di Cesc Fabregas. Sono quelli in mezzo ai nove gol segnati al Lens. «E sono quelli che mi interessano di più, quando ci siamo rilassati troppo». Dicono che sia antipatico e scontroso, probabilmente il tecnico del Como semplicemente cerca di fuggire dalla banalità. Per questo non dice mai nulla di scontato, a costo di sembrare presuntuoso. E per questo oggi si presenta a Milano per vincere il suo ultimo tabù, ovvero battere l’Inter e dimostrare che si può andare oltre i luoghi comuni. Ovvero avere in squadra un fenomeno come Nico Paz e convincerlo a mettersi al servizio dei compagni, per far brillare la sua stella ancor di più.

È la sintesi di quanto visto a Lens e sarà quello che vedrà San Siro, indipendentemente dal risultato finale. Il Como, in fondo, è un manuale di leggende da sfatare: si può giocare con una rosa ristretta sia campionato che Champions restando in alto, si può avere abile una sola punta (Douvikas, con Kean fuori un paio di mesi) e vederla segnare a raffica. Si può - davvero rivoluzionario - programmare senza paura: due anni fa di questi tempi i lariani erano quindicesimi in A, per dire. E ancora la questione italiani: i gol di Liberali e, soprattutto, Papaccioli in Francia, dimostrano che il lavoro di scouting e sulle giovanili comincia a dare frutti. Liberali, d’altronde, l’aveva scartato il Milan; Papaccioli è stato fermo quasi un anno per infortunio, con Fabregas a dirgli tranquillo, ti cureremo come fossi Nico Paz. Che poi, appunto, è il riassunto di tutto.

L’Inter lo voleva, il Como se l’è tenuto: oggi è il suo giorno, mentre il Real Madrid sta preparando gli 80 milioni che servono per riprenderselo. Erede di Messi e futuro di se stesso, è all’ennesimo esame: «È sempre un esame per noi chiude il suo tecnico -: loro sono i migliori e dai migliori noi impariamo. Dopo la partita vedremo dove siamo». A naso, da quelle parti.