La notte di Parigi, quella che lo sceneggiatore del calcio aveva scritto per Zizou, è stata invece la notte di Donnarumma e Bastoni. Con le sue parate, il portiere del City s’è fatto rimpiangere dai francesi, almeno quelli che tifano PSG.
Col suo gol, il secondo in 2 partite, il difensore dell’Inter ha riempito di speranza il futuro azzurro e dato un’altra spallata ai fantasmi di Zenica, dove la sua espulsione costò mezzo Mondiale all’Italia (l’altra metà sarebbe dovuta finire in conto a chi aveva sbagliato in attacco, ma nelle chiacchiere al bar Bastoni ha pagato per tutti). Una grande ripartenza, dopo la stagione del Double in nerazzurro, ma anche dei fischi in tutti gli stadi in cui ha giocato dopo aver provocato l’espulsione di Kalulu, che proprio venerdì, quando ha segnato il quarto gol in 45 partite con l’Italia, è tornato a incrociare. La definitiva chiusura del cerchio?
La notte di Parigi sarà ricordata per le 7 decisive parate di Donnarumma, una più complicata e decisiva dell’altra, «ma quella su Rabiot la più difficile di tutte», ha detto a caldo il capitano azzurro, già protagonista principale nel successo del 2021 all’Europeo. Da lì in poi, solo delusioni in Nazionale, con 2 eliminazioni dai Mondiali e per lui il punto di minimo toccato proprio in Nations League, contro la Germania nel 2022, prestazione pessima in campo e nervosissima intervista in diretta tv dopo.
L’addio al Milan, per soldi, gli ha alienato le simpatie non solo dei tifosi rossoneri, che l’hanno più volte fischiato a San Siro, anche quando ha giocato in maglia azzurra. Vedremo come andrà il 12 novembre, quando ritroveremo la Francia, proprio allo stadio Meazza. Probabilmente la voglia di Italia prevarrà sul tifo di parte. Già l’ultima volta a Milano, la contestazione si tramutò in indifferenza, anche se poi il risultato (1-4 per la Norvegia) portò ovvi fischi per tutti.
L’altra sera, l’ha fischiato anche lo Stade de France, perché del suo addio al PSG, a Parigi sanno una versione differente da quella che ci raccontiamo in Italia. Noi diciamo che l’ha scaricato Luis Erinque, e facciamo passare lo spagnolo per un folle, mentre ai francesi hanno detto che è stato Gigio a rifiutare il rinnovo del contratto, perché Guardiola e il City gli offrivano molto di più (17 milioni contro 12).
Battaglia risolta all’ultimo giorno del mercato estivo 2025, solo con la diretta discesa in campo di sceicchi (Mansour per il Manchester City) ed emiri (Al Thani per il Psg). Perché Gigio è un campione che può fare la differenza.
