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Calcio

È ancora un mezzo Milan

Per 60′ si è visto il gioco di Amorim con un dominio assoluto, poi il Diavolo si è spento. Tre punti preziosi

AC Milan's Portuguese coach Ruben Amorim reacts during the Italian Serie A football match between AC Milan and Atalanta at the San Siro Stadium in Milan on October 18, 2026. (Photo by Piero CRUCIATTI / AFP)

È ancora un mezzo Milan. Per metà esaltante, capace in poco più di un’ora di mettere sotto facilmente l’Atalanta con tre gol dopo aver sbavato un rigore, grazie a un calcio aggressivo e geometrico e alla statura internazionale di uno dei suoi decisivi interpreti, Rabiot. Per l’altra metà qui intesa come ultima mezz’ora, sul più bello, si dimostra ancora fragile e arrendevole come se non riuscisse a liberarsi dei complessi che da qualche anno lo perseguitano. Così il successo tanto inseguito contro l’Atalanta dopo molti vani tentativi consente ad Amorim di fare un bel balzo in avanti in classifica ma senza liberarsi di alcuni difetti strutturali che gli hanno fatto vedere le streghe nel finale di San Siro. Su quelli deve lavorare. Perché sul comodo 3 a 0, allentata la presa sul rivale, tradita qualche smagliatura difensiva, ecco riemergere i vecchi incubi di un Milan incapace di gestire con personalità il ricco vantaggio e di concedere all’Atalanta, fino a quel punto spenta, di riaccendersi nell’ultimo tratto della sfida e di sfiorare addirittura il clamoroso pareggio (prodigio di Maignan sulla stoccata a colpo sicuro di Zappacosta da pochi passi).

Ecco perché alcuni interrogativi sul conto del Milan restano e nell’occasione hanno origine anche dalle fatiche che lo attendono da qui alle prossime cadenze stagionali. Per uscire vivo da San Siro e confermare i progressi messi in piazza fino all’ora di gioco abbondante, deve puntare sul pieno rendimento di tutta la rosa a disposizione. Le scelte iniziali del tecnico portoghese e le correzioni successive rappresentano un intelligente sfruttamento del turn-over cominciato in Austria e proseguito ieri sera. Si gioca in 16 ormai e tutti e 16, compreso l’ultimo arrivato in mischia, Tomori, devono sudare fino all’ultima goccia di sudore per riuscire a non farsi raggiungere.

Nelle pieghe di questo Milan double face bisogna segnalare che quello iniziale è sicuramente la migliore esibizione mai vista a San Siro sotto la guida di Amorim per il modello tattico che ricalca quello di Salisburgo con applicazione feroce di Moreira, Rabiot, Musah, Pulisic, Gila, Modric, non a caso tutti quelli risparmiati giovedì. Nell’ultima mezz’ora da rivedere le modalità difensive. Infine un cenno al superlavoro del var (Camplone e Prontera) a causa delle clamorose disattenzioni di Chiffi, l’arbitro assolutamente da bocciare.

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