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Calcio

Figc, i programmi Malagò-Galliani, la sfida si gioca su giovani e stadi

Entrambi puntano sulla Riforma Zola e su incentivi ai club che investono nei settori giovanili

Crac Parma, indagato Galliani

La sfida alla presidenza Figc del 14 dicembre tra Giovanni Malagò e Adriano Galliani entra nel vivo con i rispettivi programmi. Quello del primo (25 pagine articolate in 22 punti) si articola su due binari: le riforme già avviate e gli impegni da portare a compimento come il percorso verso Euro 2032. Quello del secondo (60 pagine divise in 18 punti) parla di uno «sprint» di due anni per “accelerare” il rilancio del calcio italiano. Il primo elemento comune è la valorizzazione dei giovani talenti italiani: entrambi puntano sulla Riforma Zola e su incentivi ai club che investono nei settori giovanili. Galliani individua nelle seconde squadre Under 23 uno degli strumenti per invertire la tendenza. Malagò, invece, mette l’accento sulla costruzione di una filiera tecnica coordinata tra vivai, società e Nazionali. Altro punto di contatto la necessità di costruire nuovi stadi, con Galliani che propone di favorire investimenti diretti dei club. Comune anche l’attenzione alla sostenibilità economica delle società e alla necessità di intervenire sulla fiscalità del settore. Le differenze emergono soprattutto sul versante delle risorse e della visione operativa.

E nella battaglia per la Figc si inserisce la questione del fondo di fine carriera, che gestisce dal 1975 i soldi di calciatori e allenatori, e tirata in ballo dall’Assocapp di Beppe Dossena con oltre 23 esposti in 12 procure diverse.

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