No, l’Europa league non fa per il Milan così diverso da quello scintillante ammirato nel derby. La terza sconfitta europea, seconda domestica dopo il Benfica, è una sorta di mezza eliminazione che suona come una condanna prematura e una bocciatura della sua maturità e della cifra tecnica della sua rosa. Già perché mentre in Inghilterra ci fu una mezza giustificazione per l’espulsione di Maignan e l’utilizzo delle seconde linee, ieri sera a San Siro nemmeno l’arrivo dei protagonisti del derby è servito. Fischi del pubblico riservati a Jashari, Terracciano, persino Cisse sostituito all’intervallo è avvolto in una serata no. C’è un solo rossonero da salvare e da citare: il portiere Torriani. Nella serata evita la goleada con le sue prodezze.
L’effetto perverso del turn-over ponderato si coglie al volo e segnala sotto gli occhi di Ceferin presidente Uefa e Gravina suo vice- un Milan pasticcione, mai connesso tra i reparti che rinculano invece di puntare in avanti secondo il diktat del suo allenatore. Così a salvare le apparenze e anche il risultato deve provvedere il 21 enne Lorenzo Torriani da Vimercate, portiere-promessa proveniente dal vivaio schierato per la seconda volta dopo il debutto in Inghilterra. Tocca infatti a lui esorcizzare Joseph, l’attaccante più pericoloso del Ferencvaros che si scatena nella ripresa. L’altro sotto osservazione è Cisse inserito da Mancini nella lista dei convocati per la Nazionale.
Forse condizionato dall’emozione non gli riesce nessun numero, sbava una, due, tre palloni, finisce addirittura ammonito e quando calcia prende di mira la curva invece che la porta. Proprio quando arrivano i rinforzi dalla panchina (Moreira, Pulisic, Gila e più avanti anche Modric e Camarda), il Milan esce definitivamente dalla partita sotto i colpi degli ungheresi che castigano un paio di strafalcioni commessi anche nella seconda frazione.
Il primo è di De Winter (retro passaggio che mette in crisi Torriani), il secondo è un contropiede vertiginoso concluso dalla stoccata a porta spalancata di Joseph che va giustamente a prendersi gli olè dei suoi 4 mila tifosi a San Siro. È un’altra serata da dimenticare dopo le due precedenti sconfitte che pesano come macigni nonostante una gomitata di troppo (a Gila) costi l’inevitabile cartellino rosso a Yusuf, appena entrato.
