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Calcio

Il caso Maignan va oltre il calcio

Una decisione arbitrale contestata, le offese razziste sui social, le scuse del capitano del Milan e una questione regolamentare ancora aperta

AC Milan's goalkeeper Mike Maignan walks from the field after he was shown a red card during the Europa League soccer match between Bournemouth and AC Milan in Bournemouth, England, Thursday, Oct. 22, 2026. (AP Photo/Alastair Grant) Associated Press / LaPresse Only italy and spain

Dalla disastrosa serata inglese di Europa league è spuntato un altro caso Maignan, espulso nel primo tempo per le mani sul volto di Adams con rigore successivo che ha ridotto i rossoneri in dieci e deciso il risultato col 2 a 0 dal dischetto. I fatti, in sequenza, da decifrare meglio e da raccontare compiutamente sono tre, in altrettanti momenti diversi. Primo: in attesa del calcio d’angolo, Maignan viene marcato a uomo da Adams (come avviene puntualmente anche nel calcio italiano ma da noi gli arbitri tengono a far rispettare il principio che consente al portiere di muoversi liberamente; ndc); secondo: per liberarsi di lui Maignan utilizza le due mani e invece di prenderlo sul petto, lo colpisce sul viso, l’arbitro greco vede ed estrae il rosso dimenticando il giallo suggerito dal Var che conferma la corretta

applicazione del regolamento; terzo: al ritorno a Milano Maignan pubblica sui suoi social un post spiegando che «il mio gesto non era intenzionale, come tutti i portieri volevo fare spazio nella mia area, purtroppo ho dato una cattiva immagine, specialmente tra i giovani spettatori che ci guardano. Il club sa che tipo di persona e capitano sono, abbandonarli non fa parte di questo, per il resto siamo abituati alle interpretazioni fatte da certe persone e certi media».

Sembra la fine della storia. E invece no. Perché poche ore dopo è costretto a intervenire pubblicamente il Milan, con una nota apparsa sul sito ufficiale - e non è pratica comune per il club - per segnalare che il portiere «è stato bersaglio di insulti razzisti sui social media», insulti razzisti «condannati con fermezza» unitamente «alla solidarietà e al sostegno» espressi nei confronti del francese e chiamando

a raccolta tutto il calcio italiano sul tema molto delicato. E che l’argomento oltre che l’episodio non siano da sottovalutare è indispensabile a poche ore dal ritorno del Milan e dello stesso Maignan in quel di Udine dove due stagioni orsono fu oggetto di insulti razzisti tanto che l’arbitro (nell’occasione Maresca; ndc) fu costretto a sospendere correttamente la partita e a farla riprendere previa comunicazione nei confronti del pubblico friulano. Esaurito il racconto in tre puntate, resta la questione calcistica. E cioè: come può ritagliarsi lo spazio un portiere se marcato per impedirgli qualsiasi movimento? Il dibattito è aperto: la linea arbitrale italiana è rispettosa della lettera del regolamento, quella greca probabilmente no!

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