Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 06:36
Calcio

Il commissario Malagol

Pensa già alle nuove elezioni Figc (che rivincerà), per Buonfiglio e la politica una mezza sconfitta

Nuovo ruolo Giovanni Malagò, 67 anni, è stato (per ora) numero 1 Figc per 106 giorni

Dopo pareri legali a raffica richiesti da Coni e Figc (costati circa 500mila euro in totale) e la conta dei voti nella Giunta di palazzo H che poteva profilare scenari apocalittici per il Comitato olimpico italiano, è bastato un veloce incontro - il sèguito di un contatto telefonico del giorno precedente - tra Luciano Buonfiglio e Giovanni Malagò per trovare la quadra sull’impasse creatasi in Federcalcio. E così, grazie al voto unanime di Giunta e Consiglio Coni, da presidente eletto contro le regole (non era un tesserato) Malagò diventa commissario. Tutte le guide del Coni degli ultimi decenni - tranne Gattai che lo trovò già - hanno fatto ricorso a tale soluzione ma l’unicum partorito ieri appare quanto meno grottesco guardando anche alla battaglia combattuta per mesi.

A margine delle ratifiche di rito, ci sono le dichiarazioni dei due presidenti e una comprensibile tensione di fondo di entrambi. L’ex numero 1 Figc - che esce di fatto vincitore della querelle e che oggi vedrà il presidente Uefa Ceferin a Berlino - ha detto con aria soddisfatta di aver tenuto «la schiena dritta» e che è pronto a gestire nuove elezioni perchè «non c’è tempo da perdere» (assemblea federale indetta già oggi per il 14 dicembre, ndr) e a ricandidarsi - probabilmente sarà l’unico in corsa - per tornare al posto di comando in Figc. Il massimo dirigente del Coni ha fatto leva sul rispetto delle regole, parlando anche di «messaggi e di squallidi attacchi alla mia famiglia» e ottenendo il punto fondamentale sul commissariamento ma non come avrebbe voluto in partenza (lui o Mornati, insomma un membro di Palazzo H). O come magari suggeriva il ministro dello sport Abodi, spettatore interessato della contesa con l’idea del commissariamento già da tempo in testa. «Ho sempre sostenuto il rispetto delle regole e l’autonomia dello sport in osservanza delle norme dello Stato», ha detto ieri. All’orizzonte, oltre alle nuove elezioni, anche la risoluzione del caso-Bianchedi con il possibile reintegro in Figc. «Deciderà il nuovo presidente», ha tagliato corto sul tema Malagò. Che ha sottolineato come la vicenda sia stata «triste e imbarazzante, ha vinto il buon senso e la logica delle cose. E accettando questa soluzione ho evitato imbarazzi tra chi avrebbe dovuto o potuto votare». «Non ho mai personalizzato il processo decisionale - ha sottolineato Buonfiglio - ho sempre parlato di malfunzionamento di cui Malagò è vittima». Resta l’epilogo di una vicenda che forse non sarebbe nemmeno dovuta andare in scena. Meglio il campo del palazzo, vedendo i risultati confortanti della nuova era Mancini in Nazionale...