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Calcio

Il Milan rinato in coppa deve battere il tabù dea

Rossoneri chiamati a confermare l’ottima prestazione in Europa League per scacciare lo spauracchio Atalanta ma, soprattutto, tornare a vincere in casa per ridare credibilità al progetto

AC Milan’s head coach Ruben Amorim during the Serie A EniLive soccer match between Lazio and Milan at the Rome's Olympic stadium, Italy - Saturday September 12, 2026 - Sport Soccer ( Photo by Alfredo Falcone/LaPresse )

Bestia nera del Milan? Avanti un’altra. Ecco l’Atalanta reduce da una striscia esaltante contro i rossoneri che non riescono a domare il rivale da sei partite di fila (sette se nel conto finisce anche la sfida di coppa Italia). Pesanti le due ultime sconfitte domestiche che segnalarono, a modo loro, l’incerto finale di stagione sia in epoca Conceiçao che con Allegri in panchina qualche mese fa. E allora per ritrovare l’ultimo squillo milanista bisogna addirittura ritornare al febbraio 2023, autorete di Musso e raddoppio di Junior Messias su assist Leao. CDK di solito coglie l’occasione per trasformarsi in rimorso più che un rimpianto visto che la sua permanenza al Milan, epoca Paolo Maldini, è durata appena un anno, il primo senza gol né particolari benemerenze. È vero: questa è un’altra storia e soprattutto un’altra Atalanta. Perché Sarri si ritrova a fare i conti con una striscia di assenti preziosi (Kessie, Scalvini, Raspadori più Elmas squalificato) riconducibili, secondo la sua analisi, al gran numero di partite che francamente è un vecchio tema a cui è legato soprattutto la vecchia guardia dei tecnici abituati a lavorare per preparare una partita a settimana.

Amorim e il Milan non possono farsi condizionare né dalle statistiche rovinose e nemmeno dagli assenti di Milanello (Gabbia e Saelemaekers) perché gli effetti virtuosi del successo in Europa league col Salisburgo si fanno sentire. E consentono al tecnico portoghese di prendere spunto dalle rotazioni effettuate in Austria per ritornare

allo schieramento più appropriato con il recupero di Gila in difesa e di Chukwueze e Moreira sui due lati, lasciando a Cisse la responsabilità di godersi l’onda positiva dal tris calato a Salisburgo.

Questa volta, al netto dei cambi scontati, vale la pena riflettere sulla eventuale conferma del sistema di gioco visto giovedì sera per saperne di più sul conto del lavoro fatto dallo staff tecnico. Perché oltre liberarsi della scomoda contabilità con l’Atalanta sarebbe fondamentale tornare al successo in casa (ultimo con il Lecce) per ridare credibilità e stabilità al sistema di gioco preparato già in estate e alla classifica.

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