E se “Bella ciao” non la sentissimo più solo alle manifestazioni pro-Palestina o a quelle sindacali della CGIL, ma anche prima di una partita di pallone? Il St Pauli, infatti, squadra che milita in Bundesliga e attualmente settima in campionato, è alla ricerca di un nuovo inno della squadra e si era affidato ai social nel tentativo di individuarne uno. E tra le 4000 mila canzoni suggerite dai tifosi, c’è anche la canzone partigiana per antonomasia nella versione tedesca del cantautore Hannes Wader. Ma facciamo un passo indietro.

Nel 2025 il Club aveva bloccato e poi cancellato definitivamente lo storico inno che ha accompagnato per anni la squadra allo stadio (“Das Herz von St. Pauli”): una decisione presa dal presidente, Oke Göttlich, dopo aver scoperto il legame con il nazismo di uno degli autori del brano, Josef Ollig. Da qui la volontà di trovare una colonna sonora che possa diventare un tratto distintivo e unico della grande famiglia del St Pauli che non include solo giocatori e allenatori, ma tutti i membri dello staff e, soprattutto, ogni singolo tifoso. Perché l’inno non è una canzone che per tradizione bisogna accollarsi, ma qualcosa da cantare a squarciagola e con la pelle d’oca che fa capolino come “Roma, Roma, Roma” di Venditti o “You’ll never walk alone” di Richard Rogers e oscar Hammerstein.
«Siamo entusiasti, in totale ci sono giunte più di 4.000 candidature, inclusi circa 400 brani inediti composti appositamente per lo St. Pauli Song Contest» - ha scritto il club tedesco -. Da questa marea di liriche ci sarà una prima grossa scrematura che le ridurrà a 25. Poi una seconda per arrivare alle 5 finaliste e infine l’ultima, che decreterà il prossimo inno della squadra. E che non sarà con ogni probabilità “Bella ciao”, una canzone legata alla guerra che con il contesto dello sport ci azzecca poco o nulla e, che finirebbe per creare tensioni all’interno della stessa famiglia. Il contrario rispetto a quel senso di unione e appartenenza che la canzone scelta dovrà invece essere in grado di infondere.
