Fiorentina e Venezia prima del derby, 3 partite in 6 giorni. Facile dire che tutte valgono 3 punti e che se ne gioca una per volta, ma Chivu, come Amorim, Spalletti e tutti quelli che fanno le coppe, devono riuscire ad anticipare i problemi. Così l’Inter che oggi va in campo all’ora di pranzo contro la Viola appassita è figlia un po’ di quella che ha battuto lo Shakhtar e un po’ di quella che mercoledì giocherà a Venezia: l’obiettivo è vincere evitandosi danni, per poi presentare l’abito buono nel derby, che per Chivu che non l’ha ancora vinto (e per la squadra che non lo vince da 7 partite) ha ovviamente un valore speciale.
Torna titolare Pio Esposito, accanto a Thuram, che poi magari riposerà in Laguna, gioca Bastoni, che il turnover lo farà in Champions per la squalifica, mentre Carlos Augusto stavolta viaggerà sulla fascia, al posto di Dimarco, uno dei meno brillanti in questo avvio di stagione. La novità più grande però è attesa in porta, dove dovrebbe finalmente toccare a Provedel, il cui debutto è stato rinviato, guarda un po’, dalle spesso brutte prestazioni di Pepo Martinez. Non è una punizione ma per vedere l’effetto che fa Provedel, che non gioca da marzo, quando fu operato alla spalla. Nel ruolo, le gerarchie sono scritte, ma non sulla pietra. Il portiere che non è in ivandiscussione è il viola De Gea, nonostante le numerose incertezze di inizio stagione. «È il mio capitano», taglia corto Vanoli. L’Inter ha il migliore attacco del campionato (21 gol), la Fiorentina la peggiore difesa (17): letta così, non sembra esserci partita. Curiosità. È un anno che l’Inter non gioca all’ora di pranzo (2 novembre ’25, sofferta vittoria a Verona), unico precedente dello scorso campionato. L’anno prima, non era mai successo. AI tempi di Zhang, era quasi un’abitudine: 8 volte in 2 stagioni.
