Il testacoda è nei numeri, ma l’Inter a Venezia vuole evitare la sbandata alla vigilia del derby. Rotazioni obbligate e stavolta la panchina dovrebbe toccare anche a Thuram, il più in forma di tutti, che però non può giocarne 9 di fila. E fra Venezia, Milan, Feyenoord e Como che si susseguiranno fino alla sosta, si intuisce quale sia l’avversario ritenuto migliore per affidare l’attacco alla coppia green Esposito-Bonny, che peraltro l’anno scorso insieme ne hanno giocata una sola, perdendola. Guarda caso il derby di ritorno.
I cambi toccheranno un po’ tutti i reparti, fra giocatori in ritardo che devono recuperare il tempo perso, come Spence, e altri che ancora aspettano la prima occasione, come Stankovic jr. E chissà che Chivu con una botta di fantasia non gliela dia proprio stasera, davanti al fratello maggiore Filip, che gioca in porta nel Venezia e che, parando il rigore di De Bruyne, ha contribuito all’unica vittoria stagionale della sua squadra, quella di 10 giorni fa, all’esordio in panchina di Davide Nicola. Domenica, il Venezia ha perso a Genova, con parecchi rimpianti. Sembra una squadra in crescita, ma in realtà già con Stroppa (6 sconfitte in 6 partite) i risultati non erano lo specchio del rendimento espresso in campo. Chivu lo sa e ha avvisato i suoi: le rotazioni sono conseguenza di necessità non di sottovalutazione.
Solo stamane il tecnico sceglierà la formazione definitiva, che però in porta dovrebbe avere ancora Provedel, alla seconda da titolare, prima di tornare in panchina nel derby. L’obiettivo ovvio e principale è continuare a vincere, ma per una volta Chivu rinuncerebbe volentieri alla rimonta batticuore e spremi-energie, molto meglio una partita risolta subito e poi gestita, come all’Inter quest’anno è riuscito solo contro il Parma, per la grave complicità avversaria, perché tutte le altre sono state tese e combattute, comprese la prima contro il Monza e quella vinta di misura a Cagliari, rischiando fino agli ultimi minuti.
