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Calcio

Inter, un rebus irrisolto

Un passo dal primo ko in campionato, i nerazzurri ribaltano la Viola in recupero

Inter Milan's Marcus Thuram celebrates scoring his side's opening goal during the Serie A soccer match between Inter Milan and Fiorentina, in Milan, Italy, Sunday, Oct. 25, 2026. (AP Photo/Antonio Calanni)

L’Inter aggiunge un’altra pagina di epica al suo campionato, che sembra scritto per chi vuole esaltarne le qualità: i valori tecnici, la forza morale, la capacità di reagire alle ingiustizie. Resta un rebus irrisolto, evidentemente anche per Chivu, capire perché anche stavolta le sfugga l’avversario, perché per un’ora abbondante l’Inter sia la brutta copia di se stessa, lenta nel palleggio e solo pretenziosa in attacco.

Così capita che al 90′ la Fiorentina sia ancora in vantaggio a San Siro e che l’enorme superiorità statistica dei nerazzurri (alla fine 33 tiri a 7, col 63% di possesso palla) si traduca in un’unica grande parate di De Gea (su Esposito) e in altro un rigore non fischiato a Thuram (cui almeno stavolta hanno risparmiato l’ammonizione per simulazione).

Otto minuti dopo però è ancora l’Inter a vincere, in rimonta come con Napoli, Udinese e Bologna: col pareggio di Roma, sono già 13, sui 22 totali, i punti che Chivu ha conquistato partendo da situazioni di svantaggio, spesso anche doppio.

Il cuore, certo. E la superiorità tecnica su chi è stato rimontato, ormai anche l’abitudine alla rimonta, ma non si dovrebbe archiviare l’intero pomeriggio fra le cose positive, anche se la classifica e il vantaggio che si dilata (la Lazio è l’eccezione cui non crede nemmeno la Lazio stessa) suggerirebbero il contrario, perché prima o poi, e in Europa è già successo, ci sarà un momento in cui tutto ciò potrebbe non bastare. La lettura di Chivu, almeno quella pubblica, è un po’ troppo semplicistica («Voglio vedere gente che ci crede fino in fondo e reagisce. Ovvio che anche a me piacerebbe non subire, ma il calcio è fatto così»).

Ha provato a cambiare il portiere , ma l’esperimento non è stato fortunato e non è neppure un test, quel bolide non lo fermava nemmeno Zenga. È stato bravo e fortunato a giocarsi l’assalto finale col tridente, puntando sul giovane Lavelli, 20 anni e un gol in Serie C. Gli manca tanto Lautaro Martinez, che aveva firmato le rimonte col Napoli e la Roma. Stavolta l’ha salvato Thuram, il migliore anche quando l’Inter perdeva.

Un gigante. Prima ha firmato il pareggio e poi ha finalmente conquistato un calcio di rigore (questo nemmeno Mariani poteva non vederlo). Era alla quinta partita consecutiva da titolare: decidere se farlo giocare anche a Venezia sarà la decisione più sofferta in questi giorni.

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