Stasera l’incoraggiante Nazionale di Mancini può mettere al sicuro la classifica del girone ma i riflettori sono tutti puntati sul Foro Italico e sull’appuntamento di domani. Perché in attesa di conoscere quale sarà il pronunciamento prima della giunta Coni e poi del consiglio nazionale sulla proposta di commissariamento della Figc, si è aperto un doppio fronte: il primo occupato dalla guerra dei giuristi, due squadre di stimati esperti del ramo schierati da Buonfiglio per il Coni e da Malagò per la federcalcio e il secondo sulla caccia al conflitto d’interesse. Sul piano squisitamente giuridico, il presidente del Coni ha ricevuto e trasmesso a esponenti della giunta e consiglio nazionale il materiale definito «pareri granitici» nei quali il prof. Franco Scoca segnala «l’elezione invalida» per l’assenza appunto del requisito del tesseramento. A loro volta la squadra dei 5 esperti interpellati dalla Figc, guidati dal prof. Sabino Cassese, un’autorità in materia, e dal figlio del presidente della Repubblica Mattarella, Bernardo Sergio, cavalca la tesi della «mancanza di presupposti per il commissariamento» concentrata in particolare sul fatto che «il regolamento elettorale circoscrive a sette giorni l’ammissibilità di una candidatura». Pensare che un parterre di dirigenti sportivi, di sicuro non esperti di diritto, possano districarsi facilmente in questo groviglio di tesi e contro tesi, è un pronostico azzardato.
Ma non è l’unico capitolo pittoresco della vicenda. Perché anche sul fronte delle reciproche esclusioni per preteso conflitto d’interesse si registrano mosse e contromosse. Quella più scontata, nata nei corridoi del Foro Italico, si riferisce alla posizione di Diana Bianchedi, vice-presidente vicario del Coni che si è dimessa dall’incarico di capo delegazione della Nazionale, ruolo per il quale tra l’altro l’Anac, interpellata, aveva stabilito la «non incompatibilità». Sul fronte opposto è appena stato segnalato un altro caso che riguarderebbe addirittura Buonfiglio il cui figlio Marco è direttore commerciale di Kings League Italia, torneo entrato in rotta di collisione con la lega Dilettanti di Abete per la presenza di alcuni tesserati nel torneo. In questo specifico caso però il conflitto d’interesse oltre che di difficile dimostrazione (poiché si tratta di un manager che in passato ha lavorato per altre aziende) è superato: ha lasciato quel ruolo. La segnalazione conferma soltanto un aspetto inquietante della vicenda: siamo nel bel mezzo di una guerra personale combattuta senza esclusione di colpi.
Ultimo nodo procedurale: secondo una corrente di pensiero, poiché il consiglio federale è stato eletto prima di procedere al voto del presidente Malagò, in caso di commissariamento resterebbe comunque in vigore e il vice-presidente vicario Ezio Simonelli assumerebbe l’incarico ad interim per la durata necessaria a preparare la nuova tornata elettorale. Che, tra corsi e ricorsi vari, maturerebbe tra 2-4 mesi.
