Alle volte può bastare giocare bene un solo tempo per portare a casa i tre punti. Come successo poco prima al Dall’Ara con l’Inter, anche la Roma di Gasperini aspetta fino alla ripresa per chiudere i conti con il pugnace Genoa della bandiera giallorossa Daniele de Rossi. Dopo una prima frazione di rara bruttezza, ci vogliono due prodezze dei fantasisti della Roma per garantire ai capitolini tre punti pesanti.
A sbloccare il risultato la giocata geniale di Santiago Castro, un pallonetto beffardo che inganna tutti mentre a mettere i tre punti in ghiacciaia ci pensa la serpentina di Matias Soulé, il cui tiro viene ribadito in porta dal giovane Lulli. Vittoria più sofferta del previsto ma comunque meritata quella dell’undici di Gasperini che si porta al secondo posto e supera i rivali della Lazio fino al risultato della sfida di domenica sera contro la Juventus.
Poca qualità, troppi errori in campo
Ogni volta che Daniele de Rossi torna all’Olimpico non è mai una partita come le altre ma, sentimentalismi a parte, l’undici di Gasperini ha l’obbligo di far risultato per evitare di perdere terreno rispetto al gruppo di testa. Col debutto di Santiago Castro, in campo dal primo minuto vista la squalifica di Malen e le indisponibilità di Dybala, Svilar e Cristante, la Roma prova ad imporre il proprio gioco da subito ma il pressing alto del Genoa complica parecchio le cose. A creare la prima occasione sono gli ospiti, che si affidano ad uno degli ex di giornata: Stephan El Shaarawy ci prova dalla sinistra ma Gollini in qualche modo sventa il pericolo. Lo spettacolo offerto ai fedelissimi dell’Olimpico non è esaltante, con i liguri che riescono a bloccare la costruzione dal basso dei padroni di casa.
Dopo 20 minuti di sofferenza, la Roma si fa vedere nell’area ospite: se il tiro di Soulé è troppo centrale, la botta di Mora dalla distanza viene messa in angolo da Mercandalli. Vista la penuria di vere e proprie occasioni da gol, a fare notizia sono i tanti errori da entrambe le parti ed il bassissimo ritmo delle giocate. Se il colpo di testa in tuffo di Pisilli è facile preda di Bijlow, ci vuole la traversa per negare a Balerdi, dimenticato in maniera colpevole dalla difesa sul primo palo, di segnare la rete dell’1-0. Tre minuti dopo El Shaarawy approfitta di un’indecisione nel rinvio di N’Dicka per una legnata al volo che si stampa anch’essa sulla traversa. La fiammata alla mezz’ora è, però, solo una breve pausa in una gara che fatica molto a decollare. Si va negli spogliatoi con Roma e Genoa bloccate in un pareggio a reti bianche che serve a poco ad entrambe e lascia molto su cui riflettere.
La sblocca Castro, Lulli la chiude
Si torna in campo senza nessun cambio e la partita che prosegue sul solito fil rouge: tanto possesso per la Roma ma pochissime occasioni create, con Santiago Castro raddoppiato sistematicamente dalla retroguardia emiliana. La Roma trova la rete del vantaggio in maniera un po’ rocambolesca ed un tocco di genio dell’avanti argentino. Calcio d’angolo dalla destra, batti e ribatti in area, l’ex Bologna si infila in mezzo e fa partire una palombella tanto delicata quanto beffarda che s’infila alle spalle di un impietrito Bijlow. La reazione dell’undici di De Rossi è veemente ma poco lucida, con zero occasioni da gol create. I padroni di casa provano ad approfittarne in ripartenza al 56’ ma il cross di Rensch per la testa di Mora è irraggiungibile per il talento portoghese. Dopo che l’ex Milan Messias si fa largo nella difesa giallorossa per poi perdere l’equilibrio al momento del tiro, Gasperini inserisce Pellegrini ed Hermoso al posto di Mora e Koulierakis mentre De Rossi risponde inserendo Vitinha al posto del festeggiatissimo El Shaarawy.
Il Genoa cerca di aumentare la pressione ma si apre alle ripartenze dei padroni di casa, che ancora una volta trovano il gol per una prodezza di un talento albiceleste. Stavolta tocca a Matias Soulé partire a spron battuto dalla sinistra, lasciare sul posto due difensori e tirare verso la porta. La palla viene deviata da un difensore dalle parti del giovane Lulli, che non ha problemi a gonfiare la rete e mettere il risultato al sicuro. Dopo il 2-0, la Roma tira un po’ i remi in barca, pensando al prossimo impegno di Champions contro lo Slovan Bratislava; il Genoa si affida ai tiri dalla distanza ma Gollini è attento. Negli ultimi minuti c’è spazio per un paio di debutti, con De Rossi che concede un po’ di spazio a Robinho Junior, figlio del campione del Milan mentre Gasperini fa debuttare il giovane Di Nunzio ma questa partita ha già detto tutto quel che doveva dire. Vittoria meritata della Roma nonostante le tante assenze ed un primo tempo decisamente rivedibile.
Il tabellino
ROMA (3-4-2-1) - Gollini; N’Dicka, Koulierakis (63’ Hermoso), Balerdi; Lulli (77’ Wesley), Pisilli (88’ Di Nunzio), De Roon, Rensch (88’ Ghilardi); Mora (63’ Pellegrini), Soulé; Castro. Allenatore: Gian Piero Gasperini
GENOA (4-3-3) - Bijlow; Puczka, Ostigaard, Vasquez, Marcandalli; Frendrup (82’ Amorim), Ellertsson, Wiafe; El Shaarawy (65’ Vitinha), Messias (82’ Robinho Junior), Osmajic. Allenatore: Daniele De Rossi
Marcatori: 50’ Castro (R), 68’ Lulli (R)
Ammoniti: 43’ Soulé (R), 51’ Vasquez (G), 66’ Ostigaard (G), 76’ Pisilli (R), 81’ Ellertson (G)
Arbitro: Rosario Abisso (Palermo)
