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Calcio

La sosta non fa bene agli arbitri

Rosso subito in campo per Malen, il meno duro. Neanche giallo per Laurienté, il più pericoloso. Giallo per El Azzouzi il più irruento. Giallo e poi rosso al var per Elmas

Roma's Dutch forward #14 Donyell Malen (L) reacts after receiving a red card during the Italian Serie A football match between Como 1907 and AS Roma at the Giuseppe-Sinigaglia Stadium in Como on October 11, 2026. (Photo by Piero CRUCIATTI / AFP)

All’università si può scartare il voto peggiore. Diamo questa possibilità anche all’Aia, e scartiamo la sesta giornata che, nei voti, non arriverebbe oltre il diciotto. Falli simili, decisioni diverse. Rosso subito in campo per Malen, il meno duro. Neanche giallo per Laurienté, il più pericoloso. Giallo per El Azzouzi il più irruento. Giallo e poi rosso al var per Elmas. A Como, Reggio Emilia, Lecce e Bergamo, quattro interpretazioni diverse. Che si uniscono a interpretazioni non in linea con le prime cinque di campionato a cominciare dal rigorino leggerissimo che ha sbloccato Napoli-Frosinone. Orsato sin qui merita tanti applausi, ma guai ad abbassare la guardia perché la sesta giornata è sembrata un inquietante ritorno alla terribile stagione 2025/2026.

La sosta non ha fatto bene ai fischietti e speriamo che dalla settima ci siano designazioni più centrate (Fabbri per Como-Roma un rischio inutile) e quella meravigliosa coerenza che ha permesso alla serie A di diventare più bella torni a regnare sui campi di calcio. Anche per evitare dichiarazioni contro la classe arbitrale gravi, pericolose e deliranti come quelle di Gaucci a Perugia che vanno condannate, stigmatizzate e dimenticate. Come la sesta giornata.

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