Già lo scorso anno, Chivu aveva detto che il calcio in Europa si sta evolvendo e che ormai le partite si vincono segnando un gol in più degli avversari, piuttosto che subendone uno in meno, con tanti saluti al pragmatismo e ai blocchi bassi. Più Flick che Mourinho, per capirci. E infatti l’Inter che a maggio ha vinto lo scudetto aveva il miglior attacco del campionato, con 24 gol segnati più del secondo, ma non la miglior difesa. È questo il calcio in cui crede e più gli piace, anche a costo di partire quasi sempre, ormai in stagione sono 6 volte su 9, da posizioni di svantaggio. C’è da capire se mercoledì contro lo Shakhtar cambierà qualcosa o se, come probabile, nelle idee riproporrà l’Inter che ha perso prima a Madrid e poi col Bruges, confidando in qualche errore individuale in meno e qualche gol in più anche in Europa.
In Italia, l’attacco nerazzurro è senza eguali anche nei numeri e non solo nelle opinioni. In 7 partite, sono già 21 i gol segnati, 3 per volta. Solo la Roma è in scia all’Inter (16) e non è un caso che Gasp sia l’unico in campionato a non avere perso contro Chivu. Giallorossa la miglior difesa, con appena 3 gol subiti, 2 dei quali proprio dall’Inter, un altro dato tutt’altro che casuale. A Madrid e contro il Bruges, l’Inter ha creato molto, segnando molto meno di quanto sarebbe stato possibile, basti la fotografia di Lautaro che calcia contro Sommer.
Mercoledì dovrebbe essere la prima volta da titolare per Bonny, che giocando molto meno dei compagni (171 minuti in 8 spezzoni) ha già segnato 3 volte, l’ultima proprio a Bologna, dove ha messo il fiocco alla vittoria nerazzurra, chiudendo in gol un’azione in cui sono stati consecutivamente coinvolti 4 giocatori entrati in campo dalla panchina. L’assenza di Lautaro sarà lunga (rientrerà dopo la sosta, almeno altre 6 partite, comprese 2 di Champions, derby e Como) e delicata da gestire, però visto che gli infortuni sono di tutti e in numero sempre maggiore, Chivu sa che in giro c’è chi sta decisamente peggio di lui.
