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Calcio

L’altra Inter risponde. Battuto (in 10) lo Shakhtar

Bastoni espulso, Chivu cambia l’assetto tattico della squadra e, anche grazie ai cambi, trova la soluzione per battere gli ucraini, conquistando la prima vittoria europea. Decisivi Augusto e J. Martinez

Inter Milan's Brazilian defender #30 Carlos Augusto celebrates scoring his team's first goal during the UEFA Champions League first round day 3 football match between Inter Milan and Shakhtar Donetsk at San Siro stadium in Milan, on October 21, 2026 (Photo by Stefano Rellandini / AFP)

L’altra Inter vince la prima di stagione in Champions League e con i 3 punti strappati allo Shakhtar rimette carburante al sogno europeo. Vince in 10, perché Bastoni va fuori a metà della ripresa, espulso per doppio giallo, il secondo molto sciocco. La strada resta lunga, ma il gol di Carlos Augusto, ispirato da Mkhitaryan a un quarto d’ora dalla fine, annulla l’inizio dei processi. Due riserve, l’altra Inter appunto. E altro è anche il modo in cui Chivu vince la partita, lui profeta del calcio dominante, ha deciso che in Europa la difesa non poteva più giocare con quel baratro dietro le spalle e ha detto alla sua squadra di aspettare, lasciando spesso pallone e iniziativa allo Shakhtar. Per la filosofia, ci sarà tempo un’altra volta.

Così viene fuori un primo tempo noioso, nel quale l’Inter ha 2 occasioni e lo Shakhtar una. Più divertente il secondo, quando l’Inter prova a vincere perché il pareggio sarebbe un’altra sconfitta, anche se mascherata e anche se in 10 contro 11.

Già, perché Bastoni, di nuovo difensore centrale, 7 mesi dopo Zenica, viene espulso come allora, anche se quando l’arbitro gli mostra il cartellino rosso, Chivu aveva già ridisegnato la squadra, togliendo i due esterni molto frenati, fra Spence alla prima da titolare e Dimarco non si sa chi ha fatto peggio, puntando sul momento (4 gol in stagione) e sulla corsa di Carlos Augusto, che riporta Bastoni sul centro sinistra. Dettagli tattici che però liberano il brasiliano nerazzurro davanti al portiere, quando da professore, Mkhitaryan inventa un corridoio che solo uno bravo può vedere. Un po’ polli gli altri, molto bravo lui, loro, controllo di petto e destro in corsa e arriva il gol che risveglia un San Siro ammutolito e impaurito. Il resto lo fa Pepo Martinez, uno di quelli che ha vinto più degli altri, perché se nel primo tempo è utile, nel secondo è decisivo. E la firma sui 3 punti a lui vale anche il riscatto dopo un mese di interrogativi anche pesanti. La tabella verso il G8 segna ancora un meno 3 e fra 2 settimane a Rotterdam, l’Inter sarà di nuovo obbligata alla vittoria, ma anche a questo, Chivu avrò tempo e modo per pensarci. Intanto, domenica a pranzo c’è la Fiorentina.

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