Dopo il derby vinto, i guai per Amorim non finiscono più. Ieri ha perso anche Pavlovic, settimo esponente della rosa a finire ko per una sindrome influenzale (gli altri sei sono P.Terracciano, Gabbia, Saelemaekers, Chukuwueze, Tomori, Loftus-Cheek) così costringendo all’emergenza l’allestimento della difesa prima della sosta per nazionali. E lo scenario in vista del viaggio odierno a Genova diventa più allarmante se si mettono in fila i numeri di Daniele De Rossi che ha collezionato 12 punti nelle ultime 5 partite con 3 successi consecutive nelle sfide domestiche a dimostrazione di uno stato di forma fisica e tecnica davvero eccellente. Il Milan invece si trascina dietro, dopo la terza sconfitta in Europa league, una serie di inquietanti interrogativi a cominciare da quello riferito al rendimento di Gonçalo Ramos. Accolto con la fanfara, sia per il prezzo pagato al Psg (75 milioni di euro), sia per i numeri della sua carriera da centravanti, sta ottenendo più critiche che giudizi positivi riferiti in particolare ai numeri (3 gol di cui uno su rigore), 1 assist, 79% dei passaggi riusciti, 50% dei tiri nello specchio della porta) che sono diventati il metro di misura del calcio dei nostri tempi. La vera contraddizione è contenuta nel rendimento con la sua nazionale: durante la mega sosta di settembre, Ramos è stato tra i più prolifici col Portogallo usufruendo anche dei preziosi assist di Joao Felix. Si deduce una conclusione per ora: il centravanti portoghese, considerato dai più il primo vero erede dell’ultimo 9 per eccellenza, Giroud, ha tradito le aspettative. Perché è segnalato il suo contributo a rammendare il gioco, a tornare a metà campo per dare una mano nel palleggio ai suoi ma così continua a percorrere molti chilometri senza ricevere però adeguata assistenza in area di rigore. Lo stesso Amorim lo ha ripetuto più volte («Dobbiamo aiutare maggiormente Ramos») segno che è alla ricerca di una formula offensiva più razionale e concreta allo stesso tempo.
