Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 07:22
Calcio

Milan, Amorim fa acrobazie tra sbandate e infortuni

Con queste acrobazie e con alle viste il derby di sabato, Amorim è costretto a convivere anche stasera al cospetto del pericoloso Bologna di Palladino

AC Milan's coach Ruben Amorim during the Italian Serie A soccer match AC Milan vs Atalanta at Giuseppe Meazza Stadium in Milan, Italy,18 October 2026. ANSA / ROBERTO BREGANI

Le acrobazie di Ruben Amorim. Sì, proprio così: le acrobazie. Perché il tecnico portoghese, partito con una idea di calcio ben definita, per via di qualche sbandata (sconfitta domestica col Benfica in Europa) e la moltiplicazione degli infortuni (otto con l’ultimo caduto Loftus-Cheek), ha dovuto rimodellare sistema di gioco e rosa mostrando l’inconfondibile tratto di chi non è animato da furore ideologico ma riesce ad adattarsi alla realtà. Così è nato dapprima l’intelligente reintegro di Tomori, indispensabile specie adesso che Gila si è fermato per l’infiammazione alla caviglia, il rilancio di Bartesaghi che a Udine è stato riscoperto nel suo ruolo più autentico, cioè di quarto a sinistra per la capacità di servire in area i palloni indispensabili per Ramos e Pulisic, oltre alla scoperta di Diawara, un ragazzo di 20, proveniente dalla serie B francese, che sembrava inizialmente una ruota di scarta e invece ha dimostrato nel viaggio in Friuli sia fisico che personalità. «Pareva fosse con noi da 10 anni» il giudizio col quale è stato salutato da Amorim che ha deciso al momento opportuno il rischio del debutto.

Con queste acrobazie e con alle viste il derby di sabato, Amorim è costretto a convivere anche stasera al cospetto del pericoloso Bologna di Palladino poiché dall’infermeria non ha ricevuto alcuna buona notizia (Gila, Moreira e Rabiot sono ancora out). E quindi può solo concedere un inevitabile turno di riposo a Modric e chiamare agli straordinari Jashari mentre resta da decidere il ballottaggio per il ruolo di centravanti tra la tentazione di puntare su Cisse ricambio per Pulisic come in Europa league (ma qui l’esperimento ha dato esito negativo per noti motivi) e quella di chiamare alla ribalta Camarda che fin qui ha giocato poco dettando in qualche osservatore (come Ambrosini) l’idea che sarebbe stato più utile mandarlo a giocare in prestito. Il punto è però che dietro Ramos c’è soltanto Camarda e fino a gennaio non c’è alcuna possibilità di cambiare composizione del parco attaccanti. Chiamatela coperta corta, chiamatele acrobazie certo che col Bologna passa la condizione per guadagnare un derby da posizione non lontanissima dall’Inter.