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Calcio

Milan, un rosso di troppo. Maignan tradisce il Diavolo

Il capitano mette le mani in faccia a un avversario, l’arbitro lo espelle e i rossoneri si ritrovano 0-2 e in 10. Amorim fa un turnover esagerato e torna il problema nell’approccio delle partite

AC Milan's goalkeeper Mike Maignan walks from the field after he was shown a red card during the Europa League soccer match between Bournemouth and AC Milan in Bournemouth, England, Thursday, Oct. 22, 2026. (AP Photo/Alastair Grant) Associated Press / LaPresse Only italy and spain

Dopo il meglio (un’ora abbondante contro l’Atalanta), il peggio (in Europa league). A distanza di pochi giorni, in un clima da tregenda (pioggia battente e vento), il Milan-due schierato da Amorim, tra discutibili scelte e turn-over indispensabile, è riuscito nell’impresa di andare sotto in mezz’ora e compromettere così l’esito del viaggio in Inghilterra collezionando una serie di errori, ingenuità, ed omissioni che lo hanno esposto alla sconfitta. L’analisi impietosa comincia dando un’occhiata alla resa di alcuni esponenti che devono cogliere questi appuntamenti internazionali per provare a scalare le graduatorie all’interno del gruppo. E qui cominciano le dolenti note. Perché Jashari è lento e macchinoso per resistere agli aggressivi inglesi, Musah idem con patate, così Moreira a mal partito appena viene schierato sulla pista di destra. Sarebbe ingeneroso puntare i riflettori su Cisse centravanti perché giocare spalle alla porta circondato da due difensori non è nelle sue corde e nemmeno nelle sue caratteristiche. Perché lo fa? Risposta scontata: perché non si fida di Camarda. Poi si prosegue con qualche scelta discussa già alla vigilia e che conduce naturalmente a Estupinian oltre che al ruolo ritagliato (esterno sinistro nel 4-4-2) a Loftus Cheek. Si può capire il ragionamento del tecnico portoghese: il colombiano è in rosa, lo deve utilizzare ma se non avesse a disposizione Bartesaghi sarebbe più che giustificato. E infatti a inizio di ripresa ecco spuntare Bartesaghi al posto di Estupnian: perché attendere il patatrac? L’arrivo di Rabiot al posto di Loftus Cheek è un altro rammendo indispensabile. Poi ci sono gli errori dei singoli. Perché si comincia con De Winter che su un cross salta con una mano fuori sagoma e procura il primo rigore trasformato da Kluivert figlio dell’ex milanista per poi passare alla manata di Maignan sul volto di Adams che su calcio d’angolo dava fastidio al portiere. Puoi segnalare quella presenza all’arbitro, puoi allontanarlo ma senza mettergli le mani in faccia che fanno scattare il cartellino rosso e il rigore di conseguenza. Ingenuità? Forse. Cattive abitudini? Può darsi. Dalle nostre parti gli arbitri sono molto ligi nel preservare libertà di movimento al portiere durante i calci d’angolo. Così, incassato il secondo penalty con Tavernier, il Milan si ritrova in dieci, con Lorenzo Torriani (di Vimodrone, classe 2005) al debutto in Europa league. La ripresa non può che moltiplicare gli affanni e le difficoltà nonostante qualche raggio di luce (gli esordi di Diawara e Comotto). Il terzo gol subìto è solo il sigillo a una serata orribile del Milan.