Le partite durano novanta minuti. Non basta al Napoli stare avanti per sessanta se poi l’avversario negli ultimi trenta si impone con il suo potere fisico. È quanto ha detto quello che una volta veniva chiamato il derby del Sole, una gran bella partita che gli azzurri avevano azzannato, poi smarrito, ripresa in mano e ancora sfumata per il ritorno possente dei giallorossi.
Allegri ha sorpreso Gasp nel primo tempo, nel senso che è stato il Napoli a prendere di petto la sfida, con gli ospiti più bassi e soccombenti a centrocampo dove il ritrovato Anguissa ha restituito quella dose di equilibrio che mancava da inizio stagione, del resto si sa che il camerunense è un dosatore di ritmo, esaltato anche dalla posizione di regista arretrato di De Bruyne preferito per la seconda volta di seguito a Lobotka in cabina di regia. Giallorossi per mezzora passivi, perdenti in alcuni duelli individuali: dopo un salvataggio di Rensh sulla linea è sembrato quasi inevitabile il vantaggio azzurro, una vera prodezza la rovesciata di Anguissa. Qui la Roma ha intuito che doveva cambiare registro, osare maggiormente, liberare le due corsie laterali, è chiaro poi che esiste una squadra con Dybala e un’altra senza: orfano il compagno preferito di merende, Malen è venuto a prendersi palla più spesso sulle trequarti nonostante Pisilli, Cristante e Soulè si siano sforzati per garantirgli il massimo supporto. Le potenzialità delle due formazioni sono emerse nell’ultimo quarto d’ora, con buone chance su entrambi i fronti: bravo Meret su Malen, un palo di Cristante, strepitoso Gollini nel negare il raddoppio a Olivera e con Hojlund a centimetri dal secondo
gol. S’è vista una gara se possibile ancora più intensa dopo l’intervallo. Quando McTominay ha raddoppiato ha svegliato la rabbia romanista, l’undici di Gasp ha smesso di giocare di fino e ha cacciato fuori i denti, prima rimontando e poi non deprimendosi di fronte al bis di McTominay che pareva aver chiuso i conti. Invece l’assist al 3-3 finale lo concede Beukema che regala l’ultima azione e il pareggio di Balerdi: sul campo Napoli e Roma alla pari ma Gasp meglio e più tempestivo di Allegri (espulso) con i cambi. Non a caso, è la quarta rimonta subìta da Max, tre in campionato e una in Champions.
