Il presente è McTominay, Passato e futuro azzurro vengono fuori nel pre-gara dalla bocca del ds Manna: «Avremmo voluto ringiovanire la rosa in estate ma non ci siamo riusciti, proveremo a gennaio». Gli fa eco McTominay: «Vinci o perdi una partita non cambia il momento che resta difficile, c’è solo da lavorare». Ma il presente dice anche di una Champions in salita per via dei due ko precedenti, parzialmente aggiustata dal successo di ieri (4-3) contro quel Bodo capace l’anno scorso di far fuori l’Inter e dall’ossatura più o meno invariata con Berg e Hauge soliti spauracchi. La serata partenopea è iniziata nel migliore dei modi, con il gran destro volante di Politano dopo nemmeno un minuto di gioco e almeno tre chance per arrotondare: poi è arrivato il gol subìto al primo tentativo ospite con Hauge che ha tolto sicurezza al Napoli, capace di rimettere la testa avanti con l’assolo di McTominay.
Il problema principale però restano le amnesie difensive, al secondo tentativo i norvegesi pareggiano con Helmerson dopo il palo di McTominay che però si conferma protagonista della serata andando a firmare la doppietta. Giovane, una delle ultime carte giocate da Allegri, s’inventa il guizzo finale rubando palla e calando il poker, quando Fet segna è troppo tardi per il Bodo: Mcfratm è tornato, il Napoli respira.
