Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 06:31
Calcio

Rabiot parla da professore: una lezione per i più giovani

“Sono arrabbiato” ha detto dopo la vittoria sulla Dea. Adrien leader ha deciso di insegnare al nutrito gruppo dei nuovi cosa serve per essere all’altezza del Milan. Senza grinta e testa, si rischia un crollo come con Max

AC Milan's Adrien Rabiot during the Serie A soccer match between AC Milan and Atalanta BC at the Giuseppe Meazza Stadium in Milan, Italy - October 18, 2026. Sport - Soccer (Photo by Fabio Ferrari/LaPresse)

No, le frasi di Adrien Rabiot, una carriera scandita da successi con i club e la sua nazionale, non sono «di una violenza pazzesca» (dixit Ciccio Marocchi a Sky sport). Sono invece di una utilità fondamentale perché raccontano un tratto autentico dell’ultimo Milan e perché denunciano il deficit che da qualche tempo sta infliggendo al club un rendimento insufficiente per la storia e per gli investimenti nel frattempo profusi in modo generoso dalla proprietà senza raccogliere frutto alcuno. Rabiot, rimasto a presidiare quel poco rimasto in piedi del castello rossonero, ha segnalato il deficit di mentalità che può spiegare, retroattivamente, il calo improvviso e rovinoso che alcuni mesi prima fece scivolare il Milan di Allegri dalla Champions considerata raggiunta all’Europa league. Oltre alla mentalità -che non può essere acquistata al super-mercato ma deve essere alimentata dai leader dello spogliatoio (come avveniva ai bei tempi andati di Milanello con le figure di Baresi, Maldini e più avanti Boban, Albertini) e trasmessa ai tanti nuovi stranieri arrivati- c’è bisogno di richiamare gli esponenti della panchina «a dare di più» quando chiamati a sostituire altri sodali ormai sopraffatti dalla fatica.

Non sono parole violente, sono parole dense di brutale realismo che devono suonare come una benedizione per chi abbia voglia di apprendere la lezione, riconoscere i propri limiti e mettersi di punta per non ricadere nello stesso errore. Perché da qui alla sosta di novembre, ci sarà da chiedere ai componenti della rosa, ai più giovani e ai debuttanti, il meglio delle risorse a disposizione per reggere l’urto del calendario che prevede un viaggio dopo l’altro, una partita dopo l’altra. Per fortuna (del Milan) Amorim, opportunamente informato in anticipo, ha approvato l’intemerata di Rabiot schierandosi dalla sua parte.