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Cinema

Festa del Cinema, il miglior film è “I see buildings...”

Ieri è stata anche la giornata dei bilanci della Festa del Cinema di Roma con il suo presidente, Salvatore Nastasi, che ha detto di aver ormai raggiunto “l’estensione massima della manifestazione”

French-Italian tv host Ema Stokholma poses on the red carpet during the awards ceremony at the 21st Rome Film Festival in Rome, Italy, 24 October 2026. The film festival runs from 13 to 25 October 2026. EPA/RICCARDO ANTIMIANI

13 giorni e 194 film dopo, la ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma è giunta alla serata di premiazione condotta con classe da una stilosissima Ema Stokholma che, in apertura, ha evocato «il fortissimo rumore di tutto quello che accade fuori» mentre, in chiusura, il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha ricordato come anche attraverso i film «si può cambiare il mondo in meglio». In mezzo tanti premi del concorso Progressive Cinema tra cui un ex aequo per il migliore attore andato sia al britannico Anthony Boyle per I See Buildings Fall Like Lightning di Clio Barnard, titolo che ha vinto anche come Miglior film, sia a Paolo Pierobon per Brianza di Simone Catania. Mentre la migliore attrice è stata la spagnola Victoria Luengo per Sants di Mikel Gurrea. L’attore e regista messicano Diego Luna ha ritirato il premio per la migliore sceneggiatura per il suo Ceniza en la boca mentre lo statunitense Tim Blake Nelson ha ottenuto il Gran Premio della Giuria per The Life and Deaths of Wilson Shedd. Infine la Miglior Regia è andata per Congo Boy a Rafiki Fariala anche il Premio del Pubblico Terna che, in maniera abbastanza incredibile, perché votato attraverso un Qr code, è andato, ex aequo, anche a Mustang di una visibilmente emozionata Kasia Smutniak perché il suo documentario è ambientato nell’omonima regione dove il suo compagno Pietro Taricone, poi scomparso, era voluto andare: «Niente davvero finisce ma tutto si trasforma» ha detto dal palco dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Un’altra giuria ha assegnato il Premio Miglior Opera Prima allo svedese Clementine Orange di Lisa Forslund e un’altra ancora il Premio al Miglior Documentario al francese Dana la guele de l’ogre di Mahsa Karampour. Ieri è stata anche la giornata dei bilanci della Festa del Cinema di Roma con il suo presidente, Salvatore Nastasi, che ha detto di aver ormai raggiunto «l’estensione massima della manifestazione, con 120mila spettatori siamo diventati la grande casa del cinema indipendente, aggiungendo che “non è vero che ci sono troppi film perché il pubblico c’è ed è anche straniero”».Numeri positivi anche della manifestazione autonoma e parallela Alice nella Città, diretta da Fabia Bettini e Gianluca Giannelli e dedicata ai ragazzi, che, nella sua quattordicesima edizione, ha portato nelle sale quasi 12mila studenti delle scuole primarie e secondarie.

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