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Cittadini

La foto Istat: redditi su, meno povertà e vita record

Bene pure il lavoro. Il tasso di occupazione tra i 20 e i 64 anni guadagna mezzo punto e arriva al 67,6%

Occasione super il minibond per le imprese

Redditi in crescita, disuguaglianze in calo e una longevità mai così alta. Il Rapporto Bes 2025 dell’Istat restituisce l’immagine di un’Italia che si rimette in moto: dei 132 indicatori del benessere equo e sostenibile, 54 migliorano, 55 restano stabili e solo 23 peggiorano. Il segnale più incoraggiante arriva dal portafoglio. Il reddito medio pro capite sale del 2,4% sul 2024, dopo il +3% dell’anno precedente, e i benefici si fanno sentire soprattutto nelle fasce più deboli, visto che la disuguaglianza nella distribuzione dei redditi si riduce. Cala anche la quota di chi dichiara un peggioramento della propria situazione economica. Nel confronto europeo, del resto, il Paese si distingue in particolare per salute e sicurezza.

Bene pure il lavoro. Il tasso di occupazione tra i 20 e i 64 anni guadagna mezzo punto e arriva al 67,6%. La spinta riguarda in particolare donne, adulti e Mezzogiorno. Il divario territoriale resta però ampio: dal 75,3% del Nord si scende al 54,2% di Sud e Isole, dove lavorano circa quattro donne su dieci.

Il quadro non è privo di ombre. La povertà assoluta coinvolge ancora oltre 5,4 milioni di persone, il 9,3% della popolazione, anche se l’incidenza scende in tutte le aree del Paese: al Sud dal 12,5 all’11,5%, al Nord dall’8,8 all’8,5% e al Centro dal 7,6 al 7,4%. Il rischio di povertà è quasi fermo al 18,6%, sopra la media Ue, e il 7,5% delle persone fatica molto ad arrivare a fine mese. Pesa poi un potere d’acquisto che non ha ancora recuperato del tutto quanto è stato eroso negli anni dell’inflazione. L’Istat segnala inoltre un aumento della precarietà di lunga durata e minori possibilità di approdare a un impiego stabile.

La speranza di vita tocca gli 83,7 anni, record storico, con 81,7 anni per gli uomini e 85,7 per le donne, oltre un anno in più rispetto al 2014. È un traguardo che porta con sé la sfida dell’invecchiamento della popolazione, destinato a pesare sempre di più su welfare, sanità e mercato del lavoro.