Prima le intercettazioni con l’ex collega Gioacchino Natoli, poi il provvedimento giudiziario che definisce “depistante” la sua condotta. Infine, gli attacchi al giudice che ha firmato quell’atto. È uno scontro duro quello che vede protagonista Roberto Scarpinato, ex membro del pool antimafia e oggi senatore del Movimento 5 Stelle, finito al centro delle polemiche dopo l’archiviazione dell’inchiesta sul filone caro al giudice Paolo Borsellino, quello di “Mafia e appalti”. A denunciare la gravità della situazione è stato il procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, durante l’audizione davanti alla Commissione parlamentare Antimafia.
Parole rivolte non solo a Scarpinato, ma anche ai vertici dell’Associazione nazionale magistrati, accusati di essere rimasti in silenzio. Al centro della vicenda c’è il provvedimento depositato all’inizio di ottobre dal gip Santi Bologna. Nell’atto il giudice ha definito “attività depistante” la condotta di Scarpinato, facendo riferimento ad alcune conversazioni intercettate tra il senatore pentastellato e l’ex magistrato Gioacchino Natoli, avvenute prima dell’audizione di quest’ultimo in Antimafia. I due, che si erano anche incontrati, come Il Giornale aveva raccontato in esclusiva, avevano avuto diverse interlocuzioni per concordare gli argomenti che dovevano essere affrontati davanti alla commissione bicamerale presieduta da Chiara Colosimo.
Scarpinato ha respinto le affermazioni contenute nel provvedimento, definendole “falsità” e “bullismo politico”. Prima una nota, poi un video per contestare le valutazioni del gip. Una reazione che ha provocato la durissima presa di posizione del procuratore De Luca: “Mi aspettavo gli attacchi alla mia persona, quando ho capito dove si andava a parare con le nostre indagini. Ho ricevuto attacchi sproporzionati. Ciò che è intollerabile è che si attacchi il giudice. Il giudice no”, ha dichiarato davanti alla Commissione.
Per De Luca quello di Scarpinato rappresenta un salto di livello senza precedenti: “Questo è un salto di livello sproporzionato, soprattutto perché non vi è il minimo fondamento per attaccare il giudice”, ha sottolineato, ricordando che Santi Bologna è conosciuto negli ambienti giudiziari come un magistrato “non schierato, assolutamente imparziale che non ha mai dato adito ad alcun sospetto di essere collaterale ad alcun potere”. Poi le affermazioni sul passato di Scarpinato e le sue battaglie pubbliche in difesa delle toghe: “È stato un attacco di una virulenza che poche volte si era visto in passato, specie da parte di chi aveva sempre sbandierato di essere accanto ai giudici attaccati dal potere politico”. Il paradosso sta nel fatto che un ex magistrato, oggi esponente del Movimento 5 Stelle, attacchi pubblicamente un giudice dopo che quest’ultimo ha espresso valutazioni durissime sulla sua condotta in un provvedimento giudiziario.
