La donna più vicina a Sigfrido Ranucci ha varcato le porte del nucleo investigativo di Roma.
Era l’inizio della scorsa settimana quando Laura Cianfoni, oggi in Finmeccanica e più volte entrata in Rai al fianco del conduttore, è stata sentita come persona informata sui fatti dal pm titolare dell’indagine, Edoardo De Santis, e dal Comandante del Nucleo della Capitale, Antonio De Lise. Cianfoni, citata nelle carte e nelle intercettazioni con il mandante reo, confesso dell’attentato a Ranucci, Valter Lavitola, ha spiegato la dinamica che l’ha portata a inviare l’ordinanza di custodia cutelare dei quattro esecutori materiali all’ex compagna del faccendiere la notte in cui quest’ultimo era stato perquisito.
“Mi ha detto Sigfrido di girare l’ordinanza a Lavitola”, sono i virgolettati attribuiti alla donna in sede di deposizione e riportati dall’Agi. Ma Cianfoni, che avrebbe anche precisato che non si tratta di un reato, ha mandato l’ordinanza direttamente a Natalia Potenza, l’ex compagna di Lavitola, per evitare che il contatto avvenisse tra Ranucci e Lavitola proprio la notte tra il 4 e il 5 luglio, nel momento in cui i due amici fraterni erano al telefono su Signal.
