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Cronaca giudiziaria

Cesare Battisti non potrà vedere il figlio fuori dal carcere. Il tribunale: “Motivi familiari non sufficienti”

L’ex Pac aveva chiesto di vedere il ragazzino per due ore fuori dal carcere. Il no della Sorveglianza di Genova

Battisti sei mesi in isolamento. E l'ergastolo non avrà sconti

Cesare Battisti non potrà vedere il figlio minorenne fuori dal carcere. Lo ha deciso il tribunale di Sorveglianza di Genova che ha ritenuto che i motivi di salute di cui si parlava nell’istanza non siano sufficienti a giustificare il permesso. “Un gesto di rara inciviltà giuridica”, sottolinea l’avvocato Davide Steccanella. “Si tratta di un ultrasettantenne condannato per fatti commessi nel 79 e che appena arrivato in Italia ha ammesso gli addebiti con l’ex procuratore responsabile del pool antiterrorismo Alberto Nobili nel carcere di Oristano. Per di più ormai non si trova più in un carcere di alta sicurezza”, aggiunge Steccanella, che nella sua ultima istanza alla magistrata di Massa, compente sul caso, si era offerto di fare da “garante” affiancandolo in un eventuale permesso. Non è servito.

Si legge nel provvedimento che “trattasi di un beneficio di eccezionale applicazione”, rispondente a finalità di “umanizzazione della pena” e può essere concesso “esclusivamente al verificarsi di situazioni di particolare gravità che incidono nella sfera personale e familiare del detenuto, ma non in funzione dell’esigenza di attenuare l’isolamento attraverso il mantenimento delle relazioni familiari e sociali, finalità che attengono all’ordinario trattamento rieducativo del detenuto”.

Anche la Dda di Milano aveva dato parere non favorevole all’istanza. Il collegio presieduto da Clara Guerello pur sottolineando nell’atto che “non occorre soffermarsi sulle questioni inerenti la pericolosità sociale di Battisti” e sul “ritenuto pericolo di fuga connesso soprattutto alla lunghissima latitanza del condannato”, concorda invece con la difesa che la pericolosità sociale non è di per sé un motivo per escludere in radice la concessione. Ma non ha ritenuto sufficienti i motivi proposti per dare il via libera all’uscita fuori dal carcere per vedere il ragazzino.

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