Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 13:37
Cronaca giudiziaria

Eredità Agnelli, dalla difesa Elkann raffica di eccezioni: “Documenti raccolti sono inutilizzabili”

Dal tema della “indeterminatezza” dei capi di imputazione, alla tardività della iscrizione nel registro degli indagati del numero 1 di Stellantis fino alla inutilizzabilità di numerosi documenti raccolti dalla procura nel corso delle indagini preliminari. Si decide il 20 novembre

«Rcs, no all' aumento  Della Valle? Si è messo l'animo in pace»

Gli avvocati di John Elkann decisi a dare battaglia. È di una quarantina di pagine la memoria presentata oggi in udienza preliminare a Torino, nell’inchiesta sulla residenza italiana di Marella Caracciolo, la vedova di Gianni Agnelli, morta nel 2019. Da quanto è stato ricostruito, le eccezioni vanno dal tema della “indeterminatezza” dei capi di imputazione, alla tardività della iscrizione nel registro degli indagati del numero 1 di Stellantis fino alla inutilizzabilità - a loro avviso - di numerosi documenti raccolti dalla procura nel corso delle indagini preliminari.

Il ruolo della madre Margherita de Pahlen

La decisione della gup Irene Giani arriverà nella udienza del 20 novembre. Margherita Agnelli De Pahlen, autrice con i suoi legali dell’esposto che ha dato il via all’inchiesta della procura di Torino, non potrà costituirsi parte civile contro suo figlio John Elkann: i reati fiscali contestati al presidente di Stellantis dai pm di Torino non le avrebbero procurato “danni morali”, da lei quantificati nella cifra di 1,3 milioni. Semmai, sempre che Elkann venga ritenuto responsabile, sarebbe stata la collettività a subire un danno: le contestazioni infatti sono truffa allo Stato e dichiarazioni fraudolente. De Pahlen è stata invece ammessa come parte civile per la parte del procedimento sugli assetti proprietari della Dicembre, la società “cassaforte” che attraverso.

L’inchiesta

Secondo l’ipotesi della procura di Torino e dei pm guidati dall’aggiunto Marco Gianoglio la villa elvetica di Marella Caracciolo sarebbe stata un artificio per occultare al fisco italiano ingenti risorse finanziarie. Al centro dell’indagine figurano una rendita vitalizia da milioni di euro e un patrimonio superiore al miliardo, distribuito tra opere d’arte, trust offshore e Sicav lussemburghesi. In questo contesto, John Elkann risulta indagato per frode fiscale e truffa aggravata ai danni dello Stato. Gli accertamenti riguardano nello specifico le dichiarazioni dei redditi relative al 2018 e ai primi tre mesi del 2019, posizioni per le quali in un primo momento era stata avanzata richiesta di archiviazione. Gli inquirenti ipotizzano che il trasferimento formale di residenza oltreconfine abbia permesso di simulare un soggiorno all’estero mai avvenuto nei fatti. Questo meccanismo avrebbe consentito di sottrarre all’Agenzia delle Entrate sia un’asse ereditario stimato in un miliardo di euro, sia il versamento di 248,5 milioni di euro a titolo di Irpef.

Commenti