Davanti al gip, lunedì scorso, si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma a pesare come macigni sulla posizione di Nadir Rossi, l’ex infermiere di 35 anni arrestato con l’accusa di aver ucciso due anni fa con due flebo di insulina la moglie Jessica Dalla Chiara, per incassare la sua polizza sulla vita, ci sono le parole dei suoceri, riportate dall’edizione locale del Corriere della Sera. Il delitto, avvenuto a Bussolengo, in provincia di Verona, assume contorni ancora più inquietanti seguendo il racconto della madre della vittima, Loretta Rossi, che fin dall’inizio ha sospettato insieme al marito di Nadir, ora in carcere a Verona con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato. È anche grazie a loro e alle loro denunce che l’inchiesta sulla morte di Jessica, dopo due anni, ha fatto scoprire l’impensabile sui comportamenti a dir
poco spregiudicati dell’ex infermiere. L’uomo, poco più di un mese dopo la morte della moglie, con la quale aveva avuto una figlia, avrebbe organizzato una festa di compleanno per la sua amante nella casa di famiglia. Secondo il racconto fatto da Loretta Rossi e riportato in una relazione scritta dalla criminologa Roberta Bruzzone e consegnata in Procura, quel giorno il 35enne avrebbe fatto anche i fuochi d’artificio. Festeggiamenti talmente rumorosi da costringere i vicini a chiamare i carabinieri. In casa non c’era la bambina - sempre secondo la mamma di Jessica - portata a dormire ai nonni paterni mentre Nadir avrebbe dormito con l’amante nel letto dove è morta la moglie.
E non sarebbe questo l’unico comportamento anomalo segnalato dalla donna, che ha cominciato a nutrire
sospetti sul genero subito dopo il dramma della figlia. Tra le altre stranezze segnalate ai magistrati, anche il fatto che il giorno del funerale, prima della messa, Nadir sarebbe andato a pranzo con l’amante, poi l’avrebbe incontrata di nuovo a cena e in quell’occasione ci sarebbe stata anche la figlia.
Dopo il decesso della moglie Nadir avrebbe fatto cremare il corpo, ignorando il desiderio dei suoceri che avrebbero voluto fosse effettuata l’autopsia. Inoltre si sarebbe affrettato a richiedere i soldi sull’assicurazione sulla vita, oltre ad informarsi se anche la madre di Jessica avesse una polizza, forse ritenendo che la nipotina ne fosse l’erede.
