L’amore per i coltelli e le decine di foto di persone squartate dalle lame. I video di donne torturate durante atti sessuali. E centinaia di soliloqui, tra l’apologia dello stupro come «strategia di riproduzione» e i filmati con i riferimenti a quel passato in cui «ho fatto cose brutte, che non si possono dire». È l’Andrea Sempio segreto che emerge dagli atti depositati nell’inchiesta su Garlasco, una mole di documenti inediti da cui spuntano filmati estrapolati dagli hard disk e dai cellulari sequestrati all’indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, che mostrano una personalità inquietante, in netto contrasto con l’immagine pubblica che Sempio ha offerto alle telecamere in oltre un anno e mezzo di indagini della Procura di Pavia, prossima a chiedere il processo sulla base di un castello accusatorio di 21 indizi che, secondo gli inquirenti, dimostrerebbe che è lui, e non il condannato Alberto Stasi, l’assassino della 26enne.
La mole di filmati, che riemerge dal passato grazie al lavoro degli informatici dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano, delineerebbero una personalità complessa, con un difficile rapporto con le donne. I video introspettivi, che Andrea ha registrato nella solitudine della sua stanza, sono coerenti con i messaggi lasciati da Andreas sul forum dei seduttori, dove Sempio ha pubblicato 3.428 post sui predatori sessuali e la normalizzazione dello stupro. Oggi i suoi vecchi dispositivi restituiscono i video-selfie in macchina, in linea con lo stile dei soliloqui agli atti, tra cui quello considerato altamente indiziante del 14 aprile 2025, quando ripercorre le tre telefonate fatte a Chiara il 7 e l’8 agosto 2007, scimmiottando la voce della vittima e rivelando dettagli che nessuno, in quel momento, poteva sapere, soprattutto che uno dei video intimi di Chiara e Alberto fosse salvato in una Usb. Sempio si filma mentre parla di violenza sulle donne: «Lo stupro è una strategia di riproduzione accettata dalla natura. Nel momento in cui un uomo sta violentando una donna, una parte di lei è distrutta mentre un’altra parte, quella più primitiva, sta ragionando. Molte donne durante lo stupro sono calme e rilassate». In un altro video, si rimprovera per un approccio mancato: «C’era una ragazzina davanti a me, che ho avuto diverse occasioni per aprirla e non ho aperto». E infine un filmato del 2015: ubriaco, parlando a se stesso, ammette: «Sai amico mio, tu hai fatto tante cose in vita tua e alcune neanche le possiamo dire».
