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Cronaca giudiziaria

Ilaria Salis, annullata la condanna per il licenziamento degli ex collaboratori. “Contro di me una macchina del fango”

I giudici hanno stabilito che c’è stato un difetto nella notifica del procedimento nei confronti dell’europarlamentare, che non avrebbe quindi potuto partecipare al processo civile, precludendole così la possibilità di difendersi

Ilaria Salis all�uscita dal tribunale per il processo di appello per i licenziamenti dei suoi collaboratori a Milano, 12 ottobre 2026. ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

Processo da rifare. Con un provvedimento di quattro righe, la Corte d’Appello di Milano, sezione lavoro, ha dichiarato la nullità della condanna decisa in primo grado per l’ingiusto licenziamento dei due ex collaboratori nei confronti della europarlamentare di Avs Ilaria Salis. Il collegio presieduto dalla giudice di Milano Silvia Marina Ravazzoni ha stabilito Salis non avrebbe mai saputo, almeno formalmente, dell’esistenza del procedimento a suo carico e per questo non avrebbe potuto partecipare al processo civile. Questa situazione le avrebbe precluso così la possibilità di difendersi.

L’europarlamentare di Avs ha subito commentato la decisione, sostenendo che contro di lei c’è stata una “vergognosa campagna mediatica, orchestrata dalla solita macchina del fango che prende sistematicamente di mira, anche con metodi sleali, chi si batte a sinistra e non abbassala testa”. Ma i giudici della sezione lavoro non sono entrati nel merito della vicenda, hanno solo stabilito l’annullamento per il difetto di notifica. Per cui la questione deve essere ancora esaminata. Il provvedimento del collegio, di cui ll Giornale ha preso visione, infatti è di sole quattro righe: “Accertata la nullità della notifica della esistenza della causa di lavoro - si legge - rimette la causa al primo giudice e compensa le spese di lite del doppio grado”.

Salis, difesa dagli avvocati Federico Manfredi e Chiara Romeo. Si torna quindi al primo grado, era stata condannata al pagamento del compenso mensile, oltre 300 mila euro, nei confronti di Valentina Dadda e François Gelmetti, due suoi ex assistenti licenziati, a loro dire, in modo ingiustificato. I legali hanno messo in luce che ieri ci sarebbe stato un solo tentativo dell’ufficiale giudiziario, a fronte di una residenza nota e un indirizzo Pec conosciuto. Salis non avrebbe quindi potuto esercitare il proprio diritto di difesa riconosciuto costituzionalmente. Si torna quindi in primo grado davanti al Tribunale sezione lavoro. Non è ancora stata fissata una data, in quanto - spiegano fonti legali - sarà onere dei ricorrenti, quindi degli ex collaboratori, riassumere il giudizio entro tre mesi dalla data di oggi.

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