Processo da rifare. Con un provvedimento di quattro righe, la Corte d’Appello di Milano, sezione lavoro, ha dichiarato la nullità della condanna decisa in primo grado per l’ingiusto licenziamento dei due ex collaboratori nei confronti della europarlamentare di Avs Ilaria Salis. “Accertata la nullità della notifica della esistenza della causa di lavoro - si legge - rimette la causa al primo giudice e compensa le spese di lite del doppio grado”. La sostanza è presto detta: il collegio presieduto dalla giudice di Milano Silvia Marina Ravazzoni ha stabilito Salis non avrebbe mai saputo formalmente dell’esistenza del procedimento a suo carico e per questo non ha potuto partecipare al processo civile. Questa situazione le ha precluso così la possibilità di difendersi.
È stata quindi accolta la richiesta dei legali dell’europarlamentare, gli avvocati Federico Manfredi e Chiara Romeo. Si torna quindi al primo grado, dove verrà questa volta discussa la questione nel merito. Era stata condannata al pagamento del compenso mensile, oltre 300 mila euro, nei confronti di Valentina Dadda e François Gelmetti, due suoi ex assistenti licenziati, a loro dire, in modo ingiustificato. Il provvedimento è stato trasmesso alle parti poco fa. Il procedimento ritorna quindi davanti al Tribunale.
I legali hanno messo in luce che ieri ci sarebbe stato un solo tentativo dell’ufficiale giudiziario, a fronte di una residenza nota e un indirizzo Pec conosciuto. Salis non avrebbe quindi potuto esercitare il proprio diritto di difesa riconosciuto costituzionalmente.
