Impiccata con la sciarpa degli ultrà. Suicidio o omicidio? I carabinieri del Ris tornano sulla scena del crimine, almeno è quello che ipotizza, adesso, la Procura che ha disposto nuovi accertamenti tecnico scientifici. Fra questi l’esumazione del cadavere per la comparazione degli stivali indossati dalla poveretta e le impronte trovate sul pavimento. Riaperto dunque, dopo quasi due anni, il caso di Roberta Bertacchi, la 26enne di Ruffano, Lecce, trovata appesa a un balcone della sua abitazione di via del Lavoro a Casarano all’alba del 6 gennaio 2024. Secondo la prima inchiesta, che puntava sull’allora fidanzato, Davide Falcone, 37 anni, noto negli ambienti della tifoseria locale, la donna si sarebbe tolta la vita, senza motivo e, soprattutto, senza lasciare messaggi a parenti e amici. Punto. Ma la famiglia si oppone all’archiviazione tanto che il gip, Francesco Valente, accogliendo la richiesta, dispone un nuovo incidente probatorio. Da stabilire l’esatta dinamica del presunto suicidio, alla luce di lacune e incongruenze sollevate dai periti sulle impronte rilevate e sul nodo sulla sciarpa del Casarana Calcio stretta attorno al collo della Bertacchi. Sono quelle lasciate dagli stivali neri sequestrati ieri mattina nel cimitero di Ruffano dopo l’estumulazione della salma? Falcone è indagato per istigazione al suicidio e già sotto processo per maltrattamenti in famiglia. Le indagini, infatti, hanno evidenziato condotte reiterate di violenze, intimidazioni e soprusi nei confronti della vittima. Tanto da portarla al suicidio, come ipotizzano i familiari. L’inchiesta, ora, prenderebbe un’altra piega, ovvero che Raffaella non si sia suicidata ma che qualcuno l’avrebbe uccisa simulando un gesto volontario. Non convincono le poche impronte lasciate dalle suole delle scarpe appartenenti agli stivaletti trovati sul cadavere. Se la comparazione risultasse positiva, resterebbe il giallo di come abbia fatto la donna a raggiungere il balconcino senza lasciare tracce. Ovvero come sia possibile che le sole due impronte siano a grande distanza dalla ringhiera dove la 26enne viene trovata appesa. Che qualcuno l’abbia tramortita (uccisa) e trascinata fino a lì per inscenare il suicidio? Gli esperti hanno ricostruito in 3D l’ambiente dell’appartamento grazie alle foto scattate il giorno del tragico rinvenimento, visto che oggi la casa è abitata da nuovi inquilini. Prelevato il dna di Falcone per le comparazioni sulla sciarpa, in particolare sulle tracce biologiche lasciate sul nodo, legatura che difficilmente Raffaella sarebbe stata in grado di fare. All’epoca dei fatti la casa viene trovata completamente a soqquadro con oggetti rotti e gettati a terra. Strano scenario per chi ha deciso di togliersi la vita.
