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Cronaca giudiziaria

Lega, rapina e stupra una donna: 15 anni all’aggressore di origine marocchina

I fatti si sono svolti a Modena nell’agosto 2025: l’imputato ha scelto di avvalersi del rito abbreviato

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È stata decisa una condanna a 15 anni di reclusione, con rito abbreviato, nei confronti del 20enne di origine marocchina imputato per violenza sessuale pluriaggravata, rapina aggravata e lesioni personali aggravate. I fatti risalgono al 19 agosto 2025, quando ha aggredito la sua vittima mentre percorreva in bicicletta il tracciato “Vivi Natura”, nella zona delle Casse di espansione del fiume Panaro a San Damaso, frazione di Modena.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’agressore ha spinto la vittima facendola cadere e l’ha poi trascinata in un punto isolato, legandole prima le mani e poi il collo con una corda per costringerla a subire la violenza sessuale. Durante l’aggressione, secondo quanto emerso, l’indagato ha poi fatto in modo di impedire alla sua vittima di urlare dopo essere stato riconosciuto in volto. Terminate le violenze, l’aggressore si è dato alla fuga impossessandosi della bicicletta, del valore stimato di circa 4.500 euro, e abbandonando poco distante gli effetti personali, tra cui il telefono cellulare.

La donna ha immediatamente richiesto soccorso contattando il 118 e il 112. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Squadra Volante, della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica di Modena. Dopo le cure ricevute in ospedale, la vittima ha sporto denuncia fornendo una descrizione dettagliata dell’aggressore, che ha consentito agli investigatori di elaborare un identikit. Le indagini, condotte attraverso l’analisi dei tabulati telefonici e delle celle agganciate nella zona, hanno permesso di individuare l’utenza telefonica riconducibile al sospettato. Il 30 settembre 2025 la Procura ha disposto una perquisizione domiciliare e all’interno dell’abitazione del marocchino sono stati rinvenuti la forcella della bicicletta sottratta e gli indumenti indossati durante l’episodio.

Su indicazione dello stesso indagato, i Carabinieri e i Vigili del Fuoco hanno successivamente recuperato il telaio della bicicletta all’interno di un canale a Castelfranco Emilia. La vittima, convocata negli uffici della Squadra Mobile, ha riconosciuto i componenti del mezzo senza esitazione. A completare gli elementi probatori ci sono i rilievi sulle impronte digitali, che hanno riscontrato la compatibilità con le tracce rilevate sullo schermo del telefono e su una lente degli occhiali della donna con quelle dell’aggressore. Lo stesso risulta essere imputato per ulteriori due episodi di tentata violenza nella medesima area e si trova in carcere da circa un anno.

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