Torna in libertà una parte dei giovani coinvolti nei disordini milanesi del 17 e 18 ottobre. Il Tribunale per i minorenni di Milano, per voce della presidente Paola Ortolan, ha comunicato l’esito dei primi 8 ricorsi esaminati dai giudici del Riesame. Nonostante i gravissimi danni alla città e gli attacchi condotti alle forze dell’ordine nei due giorni di follia che hanno colpito Milano e il suo centro storico. Sono stati assaltati i negozi, con milioni di euro complessivi di danni, includendo anche i ristoranti e i locali che sono stati depredati e saccheggiati dalle orde di volenti, che definire manifestanti sarebbe un grave errore.
Nel dettaglio, i giudici hanno fatto cadere le esigenze cautelari per 6 ragazzi: 3 di loro hanno visto revocata la permanenza domiciliare, mentre per altri 3 è stato disposto l’annullamento del collocamento in comunità. Una settima misura è stata rimodulata, con il trasferimento di un giovane dal carcere a una struttura d’accoglienza. Infine, la posizione dell’ottavo minorenne, che era già stato scarcerato dal gip dopo essere stato individuato per errore tra i responsabili, ha visto l’annullamento dell’ordinanza cautelare e il conseguente invio del fascicolo alla Corte di Cassazione, a seguito dell’impugnazione che ha riguardato anche la convalida dell’arresto.
Le convocazioni di quel weekend sono state un unicum per l’Italia: non erano state chiamate manifestazioni, non c’erano avvisaglie che potesse esserci qualche evento violento. Tutto si è sviluppato attorno alla manifestazione contro il caro vista, che nasceva come raduno pacifico, per poi trasformarsi in un assalto alla città a causa del tamtam via social da parte dei giovanissimi, per lo più di seconda generazione, che hanno cercato di portare a Milano le stesse violenze di Parigi e della Francia. Due giorni consecutivi di scontri che hanno messo in ginocchio il centro di Milano e i suoi commercianti e per i quali, ora, sembra che ci sia un ridimensionamento delle responsabilità.
