Un centinaio di persone incappucciate, un accesso bloccato, oggetti scagliati contro le finestre e vetri infranti. La giornata di mobilitazione nazionale che oggi attraversa la Francia si è aperta con un attacco alla sede parigina di CNews, la rete televisiva di informazione continua appartenente all’universo mediatico del miliardario conservatore Vincent Bolloré. Il bilancio provvisorio è di 21 persone fermate dalla polizia.
Intorno alle 7.00 di questa mattina, un gruppo di individui con il volto coperto ha raggiunto l’edificio situato nella parte occidentale della capitale, che ospita anche la redazione dell’emittente radiofonica Europe 1. Il gruppo ha inizialmente impedito l’accesso al parcheggio antistante la struttura, per poi lanciare diversi oggetti contro l’immobile, danneggiando alcune vetrate.
Le immagini circolate sui social, ora al vaglio delle forze dell’ordine, mostrano anche alcune transenne rovesciate. L’intervento della polizia ha permesso di disperdere i partecipanti all’azione e procedere ai 21 fermi. Non sono stati comunicati, al momento, elementi sufficienti per stabilire l’identità degli autori o la loro eventuale appartenenza a organizzazioni politiche.
La redazione di CNews, interpellata dall’AFP, ha condannato l’accaduto, ribadendo che l’attività di informazione deve potersi svolgere senza paura, intimidazioni o violenza. L’emittente ha inoltre espresso solidarietà nei confronti di tutti i giornalisti vittime di aggressioni, indipendentemente dalla testata di appartenenza, richiamando la necessità di garantire condizioni di sicurezza nell’esercizio della professione.
Intanto Parigi e la Francia si preparano a una nuova giornata di fuoco. Alla mobilitazione odierna hanno aderito realtà differenti: organizzazioni studentesche, gruppi ambientalisti, rappresentanti del mondo agricolo, conducenti di veicoli con conducente e alcune sigle sindacali, tra cui Solidaires. Anche la CGT ha annunciato la propria partecipazione nelle località in cui sussistono le condizioni per mobilitarsi.
Particolarmente significativa è la ricomparsa dei gilet gialli, protagonisti delle grandi proteste iniziate nel 2018 contro l’aumento del prezzo dei carburanti e successivamente trasformatesi in una contestazione più ampia delle politiche economiche e sociali di Emmanuel Macron.
Da Rennes a Lione, le prime manifestazioni di oggi sono state disperse dalla polizia; due “marce spontanee” si sono formate a Parigi, richiedendo l’intervento della polizia per disperderle, come annunciato dalla Prefettura. Tra gli arrestati, quattro minorenni. La prefettura di Parigi riferisce, inoltre, di aver effettuato finora quasi 600 controlli, durante i quali sono stati sequestrati dispositivi di protezione vietati come i passamontagna. La prima manifestazione sarebbe legata comunque al mondo sindacale con circa cento persone, formatasi nei pressi della stazione ferroviaria Gare du Nord prima di spostarsi in Rue du Faubourg-Saint-Denis. Una seconda, di dimensioni simili e composta da studenti delle scuole superiori, era partita da Rue de Rennes.
Secondo le stime delle autorità riportate dal quotidiano francese, fino a 150mila persone potrebbero partecipare alle manifestazioni al di fuori dell’agglomerato parigino, mentre nella capitale ne erano attese circa 40mila.
A Parigi, le autorità hanno disposto restrizioni alle manifestazioni in alcune aree particolarmente sensibili, tra cui quelle vicine all’Eliseo, a Matignon e agli Champs-Élysées. Il percorso dei cortei è diventato a sua volta motivo di tensione tra organizzatori e prefettura, che ha respinto alcune proposte di attraversamento del centro della capitale.
In Place de la République, dove è prevista una manifestazione eterogenea contro l’ alto costo della vita, con inizio intorno alle 14.00, sono scoppiati scontri tra manifestanti e polizia. Secondo un giornalista dell’AFP, la polizia ha ripetutamente fatto uso di gas lacrimogeni contro diverse centinaia di manifestanti, la maggior parte dei quali mascherati e vestiti di nero, alcuni dei quali alle prese con il lancio di petardi.
Tensione alta anche a Tolosa: ancor prima della grande manifestazione prevista per le 14.00 dal gruppo intersindacale CGT-FSU-Solidaires, con partenza da Allées Jean-Jaurès, diverse azioni si sono svolte nel corso della mattinata in varie zone della città.
