Lo avevano annunciato sabato scorso, nel terzo weekend di mobilitazione: in Francia studenti e lavoratori torneranno oggi in piazza per uno sciopero generale.
Numeri imponenti che passano da 244 manifestazioni che raduneranno dalle 500-700mila persone. Se questa magnitudine fosse confermata, si tratterebbe di una delle più grandi mobilitazioni dal 28 marzo 2023, quando oltre 740 mila manifestanti sono scesi in piazza contro la riforma delle pensioni.
Il governo resta “estremamente vigile”, ha affermato il portavoce Maud Bregeon. “È fuori discussione che riviviamo ciò che abbiamo potuto vedere il 17 ottobre”, Bregeon sottolineando la situazione dei commercianti “che hanno attraversato un periodo estremamente difficile”. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez, ha annunciato la mobilitazione di 70mila poliziotti e gendarmi. Il dispositivo di sicurezza sarà simile a quelli messi in campo il 24 e il 31 ottobre, con precise disposizioni alle forze dell’ordine affinché agiscano con “estrema fermezza”.
Proclamata dai sindacati Cfdt, Cgt, Fo, Unsa e Fsu successivamente hanno aderito alla mobilitazione i Gilet gialli e i sindacati degli studenti e dei licei. Le loro richieste erano ampie: un aumento del salario minimo, l’apertura “immediata” delle trattative salariali, la salvaguardia dei servizi pubblici, dell’occupazione e dell’industria, e la giustizia fiscale attraverso una tassazione sui grandi patrimoni.
Parigi resta sempre la zona più calda di Francia in queste occasioni. Nella capitale, il corteo ieri doveva ancora ricevere il placet dalla Prefettura di Parigi, avendo richiesto ancora una volta di partire da place de la Bastille per concludersi a place de la Concorde. “Stiamo ancora aspettando la risposta della Prefettura. Non si può lavorare in questo modo. Dobbiamo avere i percorsi in anticipo per potere procedere a renderli sicuri. La Prefettura deve rispondere”, aveva sottolineato Sophie Binet, segretaria generale della Cgt.
Nella giornata di ieri era stato categorico il no a Bastiglia-Concorde, il percorso che divide in due Parigi e arriverebbe nel cuore della capitale. In suo luogo la prefettura ha controproposto République-Nation.
Prima della partenza ufficiale della marcia parigina alle 14.00 da Place de la République, è prevista una “marcia antifascista” nel XX arrondissement, che ora preoccupa le forze dell’ordine. I partecipanti partiranno dal blocco presso il Lycée Hélène Boucher, con l’obiettivo di “superare i blocchi e i picchetti nel quartiere e unire le diverse lotte”. Visiteranno in particolare l’ospedale Tenon, dove gli operatori sanitari hanno indetto uno sciopero, e poi il Foyer des Mûriers, dove El Hacen Diarra, un uomo mauritano di 35 anni, è morto a gennaio mentre era in custodia della polizia. La marcia dovrebbe concludersi al Lycée Voltaire intorno alle 13.00.
In via cautelativa la Sncf, ossia il servizio ferroviario nazionale, ha previsto interruzioni sulla maggior parte delle linee regionali e Île-de-France, la regione di Parigi.
