Quasi mille fermati, decine di feriti, negozi saccheggiati e vetrine distrutte. E nemmeno i 70mila poliziotti e gendarmi schierati dal governo sono bastati a evitare le violenze. In Francia la tensione non vuole placarsi. A una settimana dalle devastazioni dello scorso weekend, anche sabato 24 ottobre le manifestazioni contro il carovita sono finite in diverse città tra lanci di oggetti, cariche e lacrimogeni. E mentre le autorità cercano di contenere i gruppi più violenti, le proteste continuano a coinvolgere centinaia di migliaia di persone. A Parigi la situazione è precipitata alla fine del corteo, nella zona di Porte de Vincennes, dove circa 500 persone si sono radunate davanti agli agenti. Sono partiti i lanci di oggetti e la polizia ha risposto con lacrimogeni e cannoni ad acqua, danneggiati anche negozi e una concessionaria. Domenica mattina il bilancio è di 142 fermati nella capitale. A Lione, invece, gli scontri sono cominciati già nelle prime ore della giornata. Nonostante il divieto di manifestare in alcune zone del centro, circa 10mila persone si sono radunate in città. La polizia ha disperso un assembramento in piazza Jean-Macé, mentre altri gruppi hanno preso di mira diversi negozi. 36 fermati e 22 feriti, tra cui 18 appartenenti alle forze dell’ordine.

Scene simili anche a Nantes, dove alcuni manifestanti hanno cercato di raggiungere il centro attraversando la Loira. Gli agenti hanno bloccato il passaggio, ma una parte del corteo è riuscita ad aggirare i controlli. Sono seguiti lanci di sedie contro i mezzi della polizia e vetrine anche qui infrante, tra cui quella di una gioielleria. Almeno 41 persone sono state fermate. A Grenoble, invece, la prefettura ha segnalato la presenza di circa 400 black bloc: un supermercato e una pizzeria sono stati devastati e in parte saccheggiati. Il bilancio è di sette fermati e quindici feriti, tra cui otto poliziotti. Gli incidenti non si sono fermati qui.

A Marsiglia, nei pressi della Porte d’Aix, alcuni gruppi hanno lanciato oggetti contro i CRS e incendiato un cassonetto. A Lille sono intervenuti i reparti antisommossa con i cannoni ad acqua, mentre a Nizza si sono verificati scontri tra manifestanti e militanti della destra. Più gravi le conseguenze a Clermont-Ferrand e Tolosa, dove due persone hanno riportato serie ferite alle mani durante gli interventi della polizia. A Poitiers un ragazzo di 19 anni è rimasto ferito a un occhio. Secondo il ministero dell’Interno, sabato sono scese in piazza 410mila persone, mentre la CGT parla di 800mila partecipanti. Numeri che mettono allo scoperto quanto la mobilitazione sia ancora estesa, nonostante i divieti, i controlli e la grande presenza delle forze dell’ordine. Il ministro Laurent Nuñez ha riferito di quasi mille fermi in tutta la Francia, ma la situazione resta tesa e i sindacati hanno già annunciato un’altra giornata di sciopero e manifestazioni per il 5 novembre.
