La Francia torna a confrontarsi con la violenza armata dopo quanto accaduto nella mattinata di oggi a Trappes e La Verrière, due comuni del dipartimento degli Yvelines, nella periferia occidentale di Parigi. Un uomo ha aperto il fuoco in diversi punti delle due località, apparentemente senza scegliere le proprie vittime secondo un criterio immediatamente riconoscibile, prima di essere intercettato e arrestato dalle forze dell’ordine. Tra i feriti figura anche una bambina di 12 anni.
A rendere ancora più inquietante l’episodio è l’ipotesi che dietro la sparatoria possa nascondersi una motivazione razziale. La Procura nazionale antiterrorismo francese (Pnat) ha assunto la direzione delle indagini, aprendo un’inchiesta per omicidio in relazione a un’impresa terroristica, con l’aggravante della possibile discriminazione fondata sull’origine etnica, nazionale o religiosa delle vittime.
Secondo le prime ricostruzioni, l’attacco è cominciato intorno alle 10.30. L’aggressore avrebbe sparato ripetutamente da un veicolo, attraversando diverse zone abitate prima di essere fermato dalla polizia a Coignières, un altro comune del dipartimento.
A ricostruire i momenti dell’aggressione è stato il sindaco di Trappes, Ali Rabeh, intervenuto ai microfoni dell’emittente francese BFMTV. Secondo il primo cittadino, l’uomo avrebbe esploso numerosi colpi in diversi quartieri, prendendo di mira persone incontrate lungo il proprio percorso. “Sparava chiaramente a caso e voleva compiere una carneficina”, ha dichiarato Rabeh, sottolineando come il numero delle vittime avrebbe potuto essere molto più elevato.
La dinamica è stata confermata dal ministro dell’Interno Laurent Nuñez, che ha parlato di colpi esplosi da un’automobile con un’arma automatica contro cinque persone in tre diverse zone comprese tra Trappes e La Verrière. La distinzione tra le caratteristiche tecniche dell’arma resta comunque oggetto di accertamento: Tony Vallée, segretario dipartimentale del sindacato di polizia Unité 78, ha parlato a BFMTV di un’arma semiautomatica di vecchia fabbricazione, senza poter confermare la presenza di ulteriori armi nel veicolo.
La fuga dell’aggressore si è conclusa nel territorio di Coignières, dove è intervenuta una pattuglia della Brigade anticriminalité. L’operazione, secondo quanto riferito dalle fonti di polizia, è stata condotta rapidamente e senza provocare feriti tra gli agenti. Il sospettato è stato posto in stato di fermo e affidato agli investigatori.
La stampa francese ha confermato che le operazioni di soccorso sono state avviate immediatamente dopo i primi spari. La prefettura degli Yvelines aveva inizialmente avvertito che il bilancio non poteva ancora considerarsi definitivo, mentre le autorità cercavano di ricostruire l’intero percorso seguito dall’aggressore.
Il punto più delicato dell’inchiesta riguarda la possibile selezione delle vittime sulla base della loro origine. Il sindaco Rabeh ha riferito che la persona uccisa era di origine africana, mentre uno dei feriti in condizioni critiche sarebbe di origine precipuamente maghrebina. Due elementi che il primo cittadino ha definito “particolari”, pur precisando che spetterà alla magistratura verificare l’eventuale esistenza di un movente razzista.
La gravità dell’accaduto ha provocato una reazione immediata ai vertici dello Stato francese. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha confermato il bilancio delle vittime e l’arresto dell’aggressore, annunciando la piena mobilitazione delle forze di sicurezza e dell’autorità giudiziaria. “Fatti gravissimi si sono verificati a Trappes, negli Yvelines”, ha scritto il premier su X, assicurando che le autorità competenti avrebbero comunicato ulteriori informazioni non appena disponibili.
Anche il presidente Emmanuel Macron è intervenuto pubblicamente, esprimendo il proprio cordoglio per le vittime dell’attacco. “Il nostro pensiero va alle vittime, alle loro famiglie e a tutti gli abitanti del dipartimento degli Yvelines”, ha dichiarato il capo dello Stato, aggiungendo che, davanti a una prova così terribile, la nazione è al loro fianco.
