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Cronaca internazionale

Kyle Kennedy, morta a 42 anni la nipote di Robert ed Ethel Kennedy: la sua battaglia dopo la paralisi

Insegnante e attivista per i diritti delle persone con disabilità, era figlia di Michael Kennedy, morto in un incidente sugli sci nel 1997. Nel 2020 una grave lesione al midollo spinale le aveva cambiato la vita

Kyle Kennedy

Kyle Kennedy, nipote del senatore Robert F. Kennedy ed Ethel Kennedy, è morta il 21 settembre, a 42 anni, nella sua casa di Westwood, in Massachusetts. La notizia è stata riportata nel necrologio pubblicato da Burke Funeral Homes e resa nota solo ora. Le cause della morte non sono state diffuse e, secondo quanto riferito dall’ufficio comunale di Westwood, sono ancora in attesa di accertamento. Nata il 6 luglio 1984 a Washington, era figlia di Michael Kennedy, uno degli undici figli di Robert F. Kennedy, e di Victoria Gifford Kennedy. Il padre morì nel 1997, a 39 anni, in un incidente sugli sci in Colorado. Kyle aveva appena 13 anni. La sua storia si inserisce nella lunga sequenza di tragedie che ha segnato la famiglia Kennedy, a partire dall’assassinio del nonno Robert, ucciso a Los Angeles nel 1968 dopo aver vinto le primarie democratiche in California, e da quello del presidente John F. Kennedy, assassinato a Dallas nel 1963. La vita di Kyle, tuttavia, è stata soprattutto quella di una donna che ha scelto di dedicarsi all’istruzione e all’impegno sociale, senza cercare la ribalta legata al proprio cognome.

La scelta di dedicarsi all’istruzione e ai più fragili

Cresciuta in Massachusetts, Kennedy aveva intrapreso un percorso di studi orientato all’educazione. Dopo la laurea in storia alla Georgetown University, aveva conseguito un master in educazione della prima infanzia alla Pace University e un secondo titolo alla Harvard Graduate School of Education, specializzandosi in politiche e gestione dei sistemi educativi. La sua carriera era iniziata nelle scuole pubbliche di New York, dove aveva insegnato attraverso Teach for America, un programma che porta giovani laureati a lavorare in contesti scolastici svantaggiati. In seguito si era occupata di riforma dell’istruzione, con particolare attenzione ai bambini con minori opportunità, collaborando anche con aziende tecnologiche impegnate a migliorare i programmi scolastici. Il suo percorso professionale era legato alla volontà di contribuire a un sistema educativo più accessibile, soprattutto per chi partiva da condizioni di svantaggio.

L’impegno per i diritti dei disabili

Appassionata di sport e corse di lunga distanza, nel 2019 Kyle aveva partecipato alla maratona di Boston, portandola a termine sotto una pioggia battente e impiegando venti minuti in meno rispetto al tempo del padre. Nel 2020, però, una grave lesione al midollo spinale le provocò una paralisi a lungo termine e ulteriori problemi di salute. Da quel momento, accanto alle difficoltà personali, iniziò a dedicarsi anche alla difesa dei diritti delle persone con disabilità. Tra le sue iniziative ci fu un intervento davanti all’assemblea legislativa del Massachusetts, durante un’audizione sulle discriminazioni nell’assistenza sanitaria ai danni delle persone con disabilità. Un impegno che portò all’attenzione delle istituzioni le difficoltà incontrate da chi necessita di cure e servizi adeguati. Il necrologio della famiglia ricorda che, nonostante le prove affrontate negli ultimi anni, Kyle aveva cercato di conservare la propria ironia e determinazione.

Il ricordo della famiglia

Nell’agosto 2012 Kyle aveva sposato Liam Kerr a Boston. La coppia aveva avuto due gemelli, Conor e Josie, ma la bambina era morta pochi giorni dopo la nascita. In seguito era nato un secondo figlio, Declan. Il necrologio indica Kerr come ex marito di Kyle. La donna lascia i figli Conor, di 12 anni, e Declan, di 10, la madre Victoria, il fratello Michael e la sorella Rory, oltre ai nipoti McKie, Quinn, Jack e Caleb. Negli ultimi anni, secondo il ricordo della famiglia, Kyle aveva cercato di essere la migliore madre possibile per i suoi figli, affrontando le conseguenze della lesione spinale e le difficoltà quotidiane legate alla disabilità. I funerali si sono svolti in forma privata. Il suo ricordo resta legato al lavoro nell’istruzione e all’impegno per una maggiore tutela delle persone con disabilità, cause alle quali aveva dedicato una parte importante della propria vita.

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