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Cronaca internazionale

La nuova arma della Royal Navy: droni d’attacco sacrificabili lanciati dalle portaerei

La Royal Navy compie un nuovo passo verso la cosiddetta Hybrid Navy. I droni d’attacco monouso Nyan sono stati lanciati per la prima volta dal ponte della portaerei HMS Queen Elizabeth

portaerei

La Royal Navy ha lanciato per la prima volta dal ponte della portaerei HMS Queen Elizabeth droni d’attacco, proiettando nel futuro le capacità della flotta “ibrida”. Il sistema aereo in questione, denominato “Nyan One-Way Effector”, è stato progettato e realizzato da Callen-Lenz, società parte di BAE Systems, ed è stato impiegato in quattro lanci distinti dalla portaerei nell’Atlantico settentrionale, nell’ambito dell’esercitazione “Neptune Reach B”. Secondo quanto riportato dalla Royal Navy, tutti e quattro i droni hanno colpito con successo gli obiettivi designati. Le prove dimostrano come il sistema Nyan possa essere integrato in una piattaforma marittima ampia e complessa e operare in sicurezza da essa, accelerando gli sforzi della Royal Navy verso una “marina ibrida”, volta a estendere il raggio d’azione e a generare effetti operativi attraverso l’impiego di piattaforme senza equipaggio. Questa attività fa seguito al primo lancio in mare del sistema Nyan, avvenuto all’inizio dell’anno a bordo dell’unità sperimentale della Royal Navy, la XV Patrick Blackett.

Per i vertici dell’azienda produttrice, il successo delle operazioni condotte con il sistema Nyan dalla HMS Queen Elizabeth rappresenta “un’ulteriore conferma di come questa capacità possa sostenere lo sviluppo delle forze future e l’evoluzione della visione della Royal Navy verso una marina ibrida” che farà sempre maggiore affidamento sui sistemi senza equipaggio, i quali saranno in grado di offrire una flotta da combattimento “scalabile ed economica, potenziando al contempo l’efficacia delle capacità già esistenti”.

Per la Royal Navy, l’esercitazione Neptune Reach B segna una tappa fondamentale per comprendere come i sistemi One-Way Effector in ambito marittimo potranno contribuire alle future operazioni dei gruppi d’attacco imbarcati. “Condurre queste attività dalla HMS Queen Elizabeth ci consente di esplorare le modalità con cui i droni d’attacco senza equipaggio possono operare in sinergia con altre risorse – con o senza equipaggio – all’interno di un gruppo navale operativo. Gli insegnamenti tratti contribuiranno direttamente alla trasformazione dell’aviazione marittima e alla nostra visione di una “Hybrid Navy”, o Marina Ibrida, capace di offrire una maggiore flessibilità operativa e una maggiore efficacia”.

Il sistema Nyan è un piccolo velivolo a pilotaggio remoto con un’apertura alare di 2,9 metri realizzato in materiale composito a base di carbonio, spinto da una singola turbina a gas e progettato per offrire capacità di attacco di precisione.

Privo di carrello d’atterraggio, trattandosi di un drone d’attacco “one way”, viene lanciato da una catapulta pneumatica montata su una rampa che può essere installata sia sul ponte di una nave da guerra sia su un rimorchio trainato, in caso di schieramento terrestre, anche in prima linea, consentendo all’unità operativa di effettuare il lancio e spostarsi rapidamente, senza dover dipendere da una pista attrezzata. Il suo raggio d’azione dovrebbe superare i 250 km, sebbene sia considerato “variabile in base al carico di carburante e al profilo di missione”. Una volta in volo, il velivolo segue un percorso programmato verso un obiettivo designato con una carica esplosiva dal peso stimato inferiore ai 20 kg.

Si ritiene inoltre che i suoi ruoli possano andare oltre il semplice attacco, rendendo questo primo sistema d’arma “usa e getta” britannico un’esca sacrificabile per indurre l’attivazione delle difese aeree nemiche. Secondo alcune ricostruzioni, droni di questo tipo sarebbero stati impiegati dagli ucraini nel corso di un attacco sferrato su Belgorod. Se confermata, questa circostanza significherebbe che il drone d’attacco britannico ha già ricevuto, seppure sotto insegne straniere, il battesimo del fuoco.

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