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Cronaca internazionale

La “Teoria della Vittoria”: ecco qual è il piano della Nato per rispondere ad un attacco di Putin

Si moltiplicano gli allarmi per possibili mosse di Mosca contro i Paesi europei. E l’Alleanza atlantica si prepara al peggio

Decollo caccia intercettore Eurofighter Typhoon del 4° Stormo ''Amedeo d'Aosta'', Grosseto 23 maggio 2019. I caccia intercettori Eurofighter Typhoon dell'Aeronautica Militare Italiana oltre ad essere impegnati a difesa dello spazio aereo nazionale sono presenti con compiti di difesa aerea in tutte le missioni NATO di Air Policing a salvaguardia dei cieli di Slovenia, Albania, paesi Baltici, Islanda, Romania. Dal 26 marzo 2019, configurati con un pod fotografico, partecipano alloperazione internazionale anti ISIS "Inherent Resolve" in Kuwait per volare nelle zone desertiche dellIraq, dove si annidano le ultime sacche di resistenza del califfato, con compiti di ISR - Intelligence, Sorveglianza, Ricognizione. Lattivit� di ISR consiste nel fotografare punti di interesse segnalati dallintelligence utilizzando sensori elettro-ottici o ad infrarosso, le immagini così acquisite contribuiscono di avere informazioni utili alle decisioni da prendere in funzione dello scenario e dei risultati che si vorranno ottenere. La capacit� operativa ISR, rientrando nel concetto di� dual-use delle risorse militari, può essere espressa anche nel territorio nazionale su richiesta delle Forze di Pubblica Sicurezza.I caccia Eurofighter Typhoon decollano 365 giorni allanno senza soluzione di continuit� giorno e notte dalle basi del 4° Stormo di Grosseto, del 36° Stormo di Gioia del Colle e del 37° Stormo di Trapani-Birgi. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Gli attacchi senza limiti di Mosca contro l’Ucraina si intensificano e cresce la minaccia della guerra ibrida della Federazione contro gli alleati europei di Kiev. Una strategia, quest’ultima, che diversi osservatori e autorità europee non escludono possa sfociare in un conflitto vero e proprio. A riprova del crescente allarme nel Vecchio Continente vi è la decisione presa dall’Estonia e riportata dal Financial Times di spostare le sue truppe più vicine al confine russo per prepararsi a possibili provocazioni da parte del Cremlino.

Anche la Nato ragiona sul peggiore degli scenari. Stando infatti alle indiscrezioni pubblicate dall’agenzia Bloomberg, il Comandante supremo delle Forze Alleate in Europa Alexus Grynkewich sta lavorando ad una strategia volta ad ottenere una rapida vittoria contro un attacco della Russia sul fianco orientale. Il piano, noto come “Teoria della Vittoria” e contenuto in un documento non classificato visionato non solo da Bloomberg ma anche dall’Ansa, dovrebbe essere presentato dallo stesso Grynkewich a Varsavia, in Polonia, il prossimo 12 ottobre.

Centrale per la “Teoria della Vittoria” dovrebbe essere l’integrazione di nuove tecnologie di difesa come droni e intelligenza artificiale nelle tradizionali capacità militari. Secondo il documento, scrive l’Ansa, in caso di ostilità la Nato interverrebbe in primo luogo con le forze di terra per bloccare l’incursione, e poi con gli strumenti predisposti dall’iniziativa di deterrenza del fianco orientale (Efdi) con l’obiettivo di “contrastare la massa e lo slancio dell’avversario” mediante sistemi “senza equipaggio a basso costo e sacrificabili, sistemi di individuazione dei bersagli basati sull’intelligenza artificiale e difese a più livelli”. Una volta ottenuta la libertà di manovra, sottolinea l’agenzia Bloomberg, l’Alleanza cercherebbe di distruggere il comando e controllo nemico con l’obiettivo di sconfiggere con rapidità e in modo schiacciante le forze russe.

Il vero scopo del documento in questione sarebbe quello di agire sia sul piano della deterrenza che sulla difesa classica per far comprendere al nemico che “non può vincere”. Il colonnello Martin O’Donnell, portavoce del comandante Grynkewich, non ha discusso i dettagli del piano ma ha precisato che la “Teoria della Vittoria “è semplice: mantenere il vantaggio della Nato”. “Considerato il contesto di sicurezza globale instabile e complesso”, ha proseguito il portavoce, “dobbiamo creare ora le condizioni per scoraggiare l’aggressione e, se necessario, vincere in caso di attacco”.

Intanto, oltre alla decisione di passare ad una “difesa attiva” presa dall’Estonia, un altro segnale del peggioramento della situazione nel Vecchio Continente è arrivato nelle scorse ore dal presidente del Servizio federale di intelligence tedesco (Bnd), il quale in un’audizione pubblica ha avvertito che “la Germania rischia di essere trascinata in un conflitto violento con la Russia” e che Mosca “sta conducendo una guerra ombra contro di noi”.

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