Da settimane la Spagna è attraversata dalle proteste per la casa e sono sempre più preoccupanti le condizioni della tenuta democratica. Quella che nasceva formalmente come una mobilitazione per la casa è stato evidente fin da subito che nascondeva ben altro, tanto che oggi ha assunto la tipica forma della protesta della sinistra radicale. Mentre le rappresentanze sindacali originarie e i volti moderati della protesta hanno abbandonato la piazza, ora sono rimasti gli antagonisti radicali, che sotto diverse bandiere cercano in tutti i modi di distruggere l’ordine costituito.
Tra le organizzazioni spiccano gli attivisti riconducibili a Samidoun, gli stessi che hanno organizzato le proteste alla Vuelta, una rete associata in vari contesti internazionali al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), le cui attività sono state bandite in nazioni come Germania, Stati Uniti e Canada. Samidoun ha trovato in Spagna uno spazio di agibilità politica, tra bandiere e simboli che richiamano direttamente la galassia del terrorismo internazionale. La magistratura spagnola ha ammesso diverse querele presentate dall’associazione Acción y Comunicación sobre Oriente Medio (ACOM) contro esponenti di Samidoun e i promotori di manifestazioni caratterizzate da pubbliche esaltazioni di atti di violenza contro lo Stato di Israele, ipotizzando reati che spaziano dall’apologia del terrorismo all’umiliazione delle vittime.
Secondo le segnalazioni del sindacato di polizia Jupol, esiste una galassia di organizzazioni che vi gravita attorno e la componente prevalente è oggi rappresentata dalla Coordinadora Juvenil Socialista (CJS), giovanile del Movimento Socialista di estrazione comunista e basca. “Tengono comportamenti tesi a evitare l’identificazione di polizia, vestendosi interamente di nero, travisandosi e coprendosi eventuali tatuaggi per non essere riconosciuti”, ha spiegato Ibón Domínguez, portavoce di Jupol, definendo la situazione della zona come la concentrazione del “peggio del peggio”. Alcuni agenti della polizia municipale si sono dovuti barricare per sfuggire a un assalto, richiedendo l’intervento della Policía Nacional e nel corso degli scontri, culminati nel ferimento di quattro operatori, un agente è stato buttato a terra e “preso a calci senza pietà” mentre il fermato veniva sottratto all’arresto, trascinato all’interno dell’accampamento.
“Il messaggio che si sta inviando a questi antisistema è che tutto ciò che accade all’interno dell’accampamento è intoccabile. Che si tratti di attacchi a poliziotti o giornalisti”, Laura García, portavoce di Jupol, la quale sottolinea come persino di fronte ad atti di vandalismo flagrante, come il danneggiamento della statua di Carlo III, sia giunto l’ordine tassativo di “non intervenire”. Le forze dell’ordine stanno consumando uno strappo con il governo socialista di Madrid, che ora ha bisogno di mantenere i voti per le prossime elezioni. Il delegato del Governo a Madrid ha chiesto un’indagine d’urgenza contro i reparti schierati per ristabilire l’ordine durante una manifestazione non autorizzata, mettendo in discussione la professionalità degli agenti: una presa di posizione definita inaccettabile dalle sigle sindacali.
